lunedì 13 novembre 2017

Piccola mia intervista per Superscommesse.it

Anche se la mia ultima pubblicazione su questo blog, risale ormai al 2016, l'attivtà di ricerca, studio e pubblicazione di contenuti riguardo il Coaching e Volley non è mai terminata. In parte continua sulla mia pagina FB: L'allenatore del volley nel pallone.

In questo post invece voglio indicarvi il link alla mia intervista per scommesse.it un sito dedicato alle scommesse sportive ma che al suo interno ha uno spazio dedicato a rubriche quali "Dietro le quinte", una rubrica che parla dei siti e blog sportivi quali il mio.

Nell'intervista parlo: del ruolo che ricopre oggi l'allenatore di pallavolo, la SuperLega oggi e qualche altro pensiero sul mondo del coaching e dei coach nella pallavolo.

Nel link di seguito l'intervista: http://www.superscommesse.it/notizie/allenare_la_pallavolo__un_sito_dedicato_ad_allenatori_ed_appassionati_di_volley-10959.html

Daniele La Terra

sabato 26 marzo 2016

Allenare la fase "Battuta-ricezione" e la fase Contrattacco

immagine presa da Corriere dello Sport
Cari allenatori, finalmente torno a scrivere per parlare, come sempre, di pallavolo: oggi in particolare delle fasi Ricezione-Attacco (ex fase cambio-palla) e Fase Contrattacco (detta anche break point).

Per cercare di non essere banale e annoiarvi, non parlerò esattamente di cosa siano (sperando che questi siano già concetti di vostra conoscenza) ne delle infinità di modi per allenarle.

Ciò su cui mi voglio focalizzare è il quando e come si devono allenare queste fasi sfatando anche alcuni luoghi comuni.
Esempi di luoghi comuni:
- Quando alleni la "partitella" (odio chiamare la simulazione di gioco partitella, ma lo scriverò per semplicità) alleni entrambe le fasi di gioco
- Quando alleni la ricezione o la difesa alleni già parte della fase di gioco
- Allenando la fase di gioco alleni comunque i fondamentali al 100%
ecc.

A mio modo di vedere la pallavolo, se dobbiamo analizzare il gioco è così costruito:
1) La partita è costituita da scambi di gioco
2)Lo scambio di gioco è dato da una fase di gioco o entrambe (Ricezione-Attacco e Contrattacco)
3)La fase di gioco è data dalla combinazione e correlazione dei Fondamentali di Gioco ognuno dei quali viene sviluppato in una  certa Situazione
4)Ogni fondamentale è costituito dalla combinazione dei seguenti fattori per ogni giocatore:
- Esecuzione tecnica
- Capacità e abilità motorie
- Confidenza del giocatore in una certa situazione di gioco
- Confidenza del giocatore tra i compagni e lo spazio in campo

domenica 25 gennaio 2015

Esercizi per risolvere i problemi d'apprendimento legati all'attacco

Immagine presa da www.milanoteamvolley.it
Tra i vari fondamentali, l'attacco (con la rincorsa) è sicuramente uno dei più complicati da apprendere per un atleta.
Prima di tutto perché deve attuare una coordinazione braccia-gambe non usuale e neanche molto comoda inizialmente per l'atleta, in secondo luogo: diversamente dagli altri fattori l'atleta deve abbinare questi movimenti di braccia e gambe su una palla che viaggia ad una certa altezza-distanza da se, da prendere in aria e con il duplice obiettivo di: superare la rete e mandarla in campo.
Si capisce bene che tutti questi fattori rendano l'apprendimento di questo gesto tecnico molto complicato, quindi quello che cercherò di fare in questo post è di fornirvi informazioni e qualche esercizio per semplificare il processo d'apprendimento ed evitare che l'atleta possa prendere brutte abitudini.

Brutte abitudini che poi l'allenatore dovrà lavorarci per correggerli individualmente.
Quali sono i principali errori che vediamo noi allenatori quando gli atleti stanno imparando l'attacco?Ne citerò solo alcuni e solitamente i più "frequenti" nel settore giovanile:
- L'atleta fa i passi della rincorsa ma non salta e schiaccia da fermo (magari con la palla indietro)
- L'atleta non fa la rincorsa, si avvicinano alla palla e saltano da fermi (o neanche quello) e schiacciano
- Fanno i passi della rincorsa ma sbagliano il caricamento delle braccia, o lo fanno troppo lento da non poter schiacciare in modo corretto
- Sono sempre in anticipo Mancano la palla o la colpiscono quando scendono dal salto

venerdì 28 novembre 2014

A tutto scout: quali rilevazioni statistiche e non, utili nella pallavolo

Come promesso, ecco un nuovo articolo: articolo dedicato ad un argomento ancora non trattato nei precedenti post: lo scout e le rilevazioni statistiche.

Prima di cercare di capire scout si / scout no, quali utilizzare ecc.
Andiamo prima a vedere quali sono le 4 macro utilità per cui è utile utilizzare lo scouting nella pallavolo:

1) vedere la prestazione della squadra e dei singoli giocatori in modo più oggettivo (sia durante la partita ma soprattutto dopo)

2) Studiare l'avversario (Prima e durante la gara)

3)Fatto in modo qualitativo: serve per capire su cosa bisogna lavorare meglio in allenamento, o come si sono allenati i giocatori in allenamento

4)Studio-analisi delle caratteristiche del match: per un'analisi di campionato, di una certa squadra ecc.

Classifichiamo le tipologie di scout:
- Temporalità: Prima, durante, Post Partita
- Strumenti utilizzati: Foglio, Foglio + video, Elettronico (Pc, Ipad ecc), Elettroncio + video
- Struttura: a) Efficienza ( #, +, -, !, = )
                 b) Analisi Traiettorie (ricezione, attacchi, battute)
                 c) Qualitativo: (distribuzione palleggio, tipo di errore fatto, tipo di attacco, tocchi del muro ecc)
                 d) Per punti: segnando ogni punto scrivere come si è ottenuto (tipo di errore proprio o avversario) o tipo di punto fatto

Andiamo ora a vedere quali (secondo me) potrebbero essere gli scout più utili per le varie categorie e perchè:

U12, U13, U14 : sono delle categorie dove l'efficienza e la precisione dei fondamentali è troppo ampia (si rischia di segnare sempre solo +, - e errore), la maggior parte dei punti vengono fatti per errori propri, raramente per bravura avversaria.
- Per punti (analisi durante e post): da un chiaro riferimento su cosa si sta sbagliando maggiormente
- Qualitativo (per analisi post partita propria) segnando il tipo di errore commesso Es: ricezione sbagliata: arrivato in ritardo sulla palla, errore nel controllo ecc

U16 e Terza divisione: La tecnica ancora non è al massimo, ed entrambe le categorie spesso subiscono uno sbalzo di punteggio derivato anche dalle condizioni psicologiche degli atleti (fasi di esaltazione o depresione individuale o collettiva)
- Uguale a U14
- Minimo di efficienza propria (per analisi post partita): serve soprattutto per capire come va il fondamentale a livello di reparto: quindi se la rice nel suo complesso non è molto buona ecc.

U18: Il campionato incomincia a essere un po' più maturo a livello tecnico, si incomincia ad applicare schemi di gioco, tattiche di ricezione e difesa e anche a vedere avversari che sanno già attaccare palloni angolati, battute che viaggiano veloci e muri punto più frequenti.
- Efficienza propria (per analisi post partita) soprattutto di squadra ma anche individuale
- Qualitativo proprio (per analisi durante): sapere quante palloni sta toccando il muro (e con l'efficienza vedere quanti punti si stanno facendo), che tipo di punto si è preso in difesa (pallonetto, lungo linea ecc) per modificare in campo anche la tattica durante il match
- Analisi traiettorie [per rotazione e set] (durante): rilevare la ricezione avversaria (per trovare punti deboli), e attacchi avversari per capire dove stanno attaccando principalmente

Divisioni e Serie D:
- Analisi traiettorie avversarie : sapere più o meno dove possono essere più deboli in rice, e se fanno lungo linea, o dove tirano i centrali nelle varie rotazioni
- Efficienza propria (per analisi post partita)
- Qualitativo Proprio e Avversario (durante) capire cosa correggere nella nostra squadra mentre per l'avversario cercare di leggere i punti deboli o le giocate (quindi segnare la distribuzione avversaria, il tipo di attacco su un tipo di alzata, dove cadono più palloni)
- Analisi traiettorie [per rotazione e set] (durante) rilevare la ricezione avversaria (per trovare punti deboli), e attacchi avversari per capire dove stanno attaccando principalmente

Serie C in su:
-Analisi traiettorie e qualitativo semi-completo (Pre partita): cercare degli spunti e istruzioni da dare ai nostri atleti quando dovranno giocare contro (poche informazioni ma certe e utili)
- Efficienza propria e avversaria (durante e post): capire come sta andando la partita per singoli giocatori, e avversari
- Qualitativo completo (Durante)
- Analisi efficienza post partita: attraverso il video, bisogna cercare di capire il tipo di errore se è stato dovuto da un errore del singolo atleta, che tipo di errore e contestualizzarlo

Consigli:
1) E' chiaro che non sempre abbiamo uno staff che ci può aiutare a prendere le statistiche: conviene prendere noi o un dirigente quelle più importanti dandoci delle priorità, e se possibile filmare la partita per analizzarla con calma dopo
2) Non essere pignoli e cercare di analizzare tutto: darsi delle priorità in base alla categoria, e fondamentali
3) Non prendere il dato o lo scout così com'è ma cerca sempre di contestualizzarlo (supporto video), quindi capire il perchè di certe cose
4)Usa lo strumento più adatto all'obiettivo ma anche il più comodo (se sei bravo con il foglio e riesci a lavorare meglio e preciso, vai con il foglio)
5) Lo scout non deve sostituire idee e pensieri dell'allenatore ma aiutarlo nella valutazione
6)Datti dei parametri su cui può oscillare la tua valutazione (esempio tra 50% e 60% ricezione così così, sopra va bene)
7)I tuoi atleti non sono numeri, la pallavolo non è solo scout, ricordalo sempre!

Daniele La Terra (alias Gabriele Principe)



giovedì 6 novembre 2014

Come correggere tecnicamente i nostri atleti in modo accurato ed efficace

Il compito tecnico, in particolare in allenamento dell'allenatore consiste nell'insegnare una tecnica di un fondamentale ma soprattutto di correggerlo.
Direi che a livello di tempo impiegato negli allenamenti: un 15-20% è insegnamento (teorico e pratico), il restante 80% è correzione:
- a voce ("usa bene il piano di rimbalzo" , "alza il gomito in battuta" ecc)
- praticamente con esercizi


Quindi fondamentalmente un buon allenatore Tecnico, deve essere molto bravo a correggere tecnicamente e farlo nel modo più efficace e veloce è sicuramente una sua priorità.
Spesso quello che facciamo noi allenatori è che: se un atleta non riesce in qualche gesto tecnico (analiticamente o in campo), gli diamo qualche correzione a voce e gli facciamo ripetere il fondamentale fin quando non (si spera) lo facciano giusto.

Ora per quanto riguarda questa metodologia potrei essere d'accordo se:
- so che l'atleta sbaglia perchè ha appena imparato il gesto tecnico e quindi deve ripetere, ripetere e ripetere
- non sbaglia solo in un particolare tipo di situazione ma in generale (anche li però qualche domanda di quelle che vedremo sotto me la farei)

Vedremo invece ora come fare a capire quale dettaglio sbaglia il nostro atleta per correggerlo con precisione e far si che risolvendo quel dettaglio, possa migliorare da subito l'efficacia del proprio gesto tecnico.Per ogni fase farò come esempio alla ricezione.

lunedì 27 ottobre 2014

Come migliorare la prestazione della squadra partendo dal.... Coach!!

Pur non essendo un tifoso juventino, la foto messa in questo blog mi sembrava molto indicata per quello che vorrei parlare in questo post, leggendolo tutto capirete poi il perchè.

Ovvero quali sono quei fattori che migliorano la prestazione e l'unione della squadra partendo dall'allenatore.

Questo tipo di post, è preso dal mio Report Gratuito che uscirà nelle prossime settimane nella mia seconda e nuova pagina facebook dedicata solo allo studio e l'apprendimento del Coaching e come diventare migliori allenatori in qualsiasi sport (specialmente di squadra) partendo da noi coach: https://www.facebook.com/mycoachtocaoch?ref=hl.

Prima di parlare dei 4 fattori devo però parlare delle caratteristiche che ogni allenatore (volendo o non volendo) possiede e che determinano quelli che vedremo saranno i Fattori che migliorano la prestazione e rapporto con la squadra.

Caratteristiche:
- Credibilità: la credibilità di un allenatore è data da quello che dice in relaziona a:
a) quello che pensano normalmente gli atleti (esempio: nuovo allenatore dice: quest'anno vinciamo il campionato senza motivare il come, e la squadra che magari si era a malapena salvata l'anno prima non ci crede)
b) da quello che fa
L'allenatore perde di credibilità quando dice delle cose e poi ne fa altre.
- Comunicazione: il suo modo di comunicare con gli atleti e la squadra: non solo cosa dice, ma come lo dice, come arriva il messaggio alla squadra
- Visione che ha la squadra di lui: ognuno di noi si vede in certo modo, con certe caratteristiche e qualità ecc.. ma a volte, anzi molto spesso non è la stessa immagine che gli altri hanno di noi
- Modus operandi: ovvero come lavora in palestra. Ci sono allenatori che sfiancano ad ogni allenamenti i propri atleti, allenatori che sono inflessibili su tempi e modalità o tipi di esercizi altri più elastici e dinamici.
- Carattere, atteggiamenti, comportamenti: molto brevemente gli atteggiamenti sono degli stati d'animo che abbiamo in confronto a qualcosa ( arrabbiarsi, spaventarsi, ecc) il comportamento invece è come noi manifestiamo l'atteggiamento. esempio una persona che ha un atteggiamento di nervoso potrebbe comportarsi: urlando, oppure stando in silenzio e battendo i piedi a terra ecc.
- Leadership: la leadership è un po' più difficile da riassumere ma comprende comportamenti importanti come la responsabilità di se stessi e del gruppo, il guidare il gruppo, ecc.

giovedì 2 ottobre 2014

Esercizi per migliorare e allenare la difesa

Argomento fondamentale e molto importante: esercizi per migliorare la difesa.
Diversamente da come l'avevo concepito all'inizio, vorrei parlare e illustrare alcuni esercizi per allenare e migliorare la difesa nel suo complesso e non solo nel gesto tecnico (come il bagher di difesa).

Cosa intendo la "difesa nel suo complesso"? Un buon difensore non è sempre e solo colui che ha una buona padronanza del gesto tecnico, il tipico giocatore che negli esercizi di bagher (a coppie, a muro) è molto bravo ma una volta in campo fa fatica a difendere.
Questo perchè la difesa non è solo l'esecuzione del gesto tecnico.

La difesa ha 3 principali fattori che devono essere tutti allenati:
- Lettura delle traiettoria e dell'attaccante 
- Spostamento, arresto e posizionamento in campo + riflessi nel richiamo del gesto tecnico
- Efficacia del gesto tecnico che non è solo il bagher frontale ma anche palleggio di difesa (che non è un palleggio di ricezione o di alzata), tuffo o rullata, bagher laterale e difesa a un braccio (non bella da vedere e spesso criticata ma su palla praticamente a terra molto utile)

A mio modo di vedere la difesa quindi va allenate in questi 3 aspetti e non solo come "mi metto sulla panchina e tiro cannonate per fargli venire le braccia rosse". Anche, ma non solo quello :-)
Questi 3 fattori sono uno in funzione dell'altro, avere una buona lettura della traiettoria e dell'attaccante permette di anticipare e posizionarsi bene in campo per poi utilizzare al meglio il mio gesto tecnico di difesa.

Quindi partiamo con un esercizio utile per migliorare il primo fattore:

1)Obiettivo: incominciare a guardare cosa fa l'attaccante e non guardare dove è la palla. Si posizionano 3 attaccanti in zona 2-3-4 e il sestetto nell'altro campo, oppure i difensori di seconda linea più 1 muro a 1 o 2 (a seconda degli atleti disponibili).
L'allenatore e 2 atleti (o aiutanti) si mettono a fianco dei 3 schiacciatori. A turno dovranno alzare una palla alta sopra la testa dell'attaccante per farlo attaccare nel campo avversario.
L'atleta che attacca: dovrà attaccare: cercando una direzione di rincorsa e tirando lungo quella direzione (lungo linea, zona 6, diagonale) oppure se siete abituati a fargli fare un'unica rincorsa deve utilizzare bene il braccio. L'attaccante dovrà attaccare nelle varie zone d'attacco ed effettuare anche pallonetti, piazzate piedi a terra, e palleggi. I difensori sapendo già che attacca quell'attaccante, dovranno concentrarsi a guardare inizialmente SOLO ED ESCLUSIVAMENTE IL CORPO E BRACCIO  dell'attaccante per incominciare a muoversi, quando poi l'attaccante colpisce la palla andare a difendere.
Esempio: attacca banda di posto 4: fa una rincorsa dritta verso zona 1 avversario quindi una rincorsa da lungo linea: i difensori incomincia a spostarsi. poi guardano il braccio, non sta caricando ma va già teso verso l'alto: i difensori dovranno prepararsi ad un pallonetto.

2)Progressione dell'esercizio precedente: si mette un palleggiatore e 3 attaccanti. L'esercizio è banalmente  3 attaccanti contro difensori con scelta dell'attaccante da parte del palleggio. In questo caso i difensori devono abituarsi a guardare la palla fino a quando il palleggiatore sta alzando, subito dopo guardare l'attaccante come nel primo esercizio. L'attaccante una volta scelto un tipo di attacco deve eseguire quello li.

3)Bagher di difesa: gli esercizi per allenare il bagher di difesa possono essere a centinaia e spesso i più comuni.Un paio di accorgimenti importanti però sono doverosi. prima di tutto, anche se stiamo allenando, ad esempio a coppie, il bagher di difesa: dopo qualche bagher diciamo agli attaccanti di fare a sorpresa un pallonetto, una schiacciata alta sulla fronte, un palleggio o piazzata. In modo che il difensore non si abitui all'esercizio e debba stare come in partita attento fino all'ultimo al tipo di attacco.
Secondo accorgimento: se  state allenando la difesa generale come gesto tecnico, va bene che indirizziate il bagher dritto al compagno. Ma se state lavorando per ruoli, abituate i vostri difensori a difendere dalle loro zone verso zona 3 o 2/3. Si, si può comunque fare esercizi di difesa dritto per dritto, ma a noi interessa che il libero se posizionato in 5 dia una difesa in diagonale verso destra.

4)Esercizio di difesa ad alta intensità esercizio classico che ovviamente tutti gli atleti odiano: mettendo 3 attaccanti sopra le panchine (tavoli, sedie quel che volete), in zona 2-3-4 gli altri vanno a difendere nelle loro zone di competenza. Quindi a turno difendono palla da 4, da 3 e da 2 molto forte addosso (anche qui ogni tanto sorprendeteli con qualche pallonetto o piazzata). L'obiettivo dell'esercizio è la simulazione dell'attacco forte avversario, quindi è utile e secondo me va fatto.
Ma la cosa più importante e che bisogna curare: è la precisione degli attaccanti. Gli attaccanti devono attaccare addosso o a 1 metro, max un metro e mezzo dal difensore. Se no l'esercizio diventa una perdita di tempo dove ci sono mille palloni in giro e i difensori toccano pochissimi palloni.


Spero di avervi dato qualche consiglio o parere fuori dall'ordinario esercizi che si trovano su internet o sui libri di pallavolo.

Daniele La Terra


domenica 21 settembre 2014

Preparazione fisica pallavolo? parti da qui..

Ciao a tutti Coach!! qui Daniele che come promesso (sulla mia pagina FB ) e con il mio solito ritardo ;-) eccoci a parlare di preparazione fisica.
L'obiettivo di questo post è quello di indirizzare i lettori e allenatori ad analizzare i fattori di una buona preparazione fisica lavorando in modo mirato sulla propria squadra.

Durante la preparazione fisica di molte squadre vedo allenatori massacrare fisicamente i propri atleti (forse convinti che doloranti sia sinonimo di lavorare benissimo) ma soprattutto facendo correre i propri atleti per tempi lunghissimi.

Ora, io non sono un personal trainer ma di sicuro una cosa la so: la pallavolo non è uno sport aerobico ne di resistenza muscolare alla corsa. Cioè diversamente dal calcio e dal basket gli atleti non corrono per più di mezz'ora ininterrottamente a un passo sostenuto. Tutt'altro, la pallavolo è uno sport di mini scatti, salti e tuffi per massimo 30 secondi o un minuto, fermarsi per qualche secondo e ricominciare.
Questo perchè a mio parere (e ripeto sempre che ogni articolo di questo blog rispetta la mia idea personale di coaching e pallavolo) a meno che non si voglia lavorare all'inizio della preparazione per smaltire chili di troppo o migliorare la respirazione correre per 30 minuti a velocità sostenuta non ha alcun risultato utile nella preparazione. E anche su quest'ultimo punto, è stato studiato da qualche anno che allenamenti come l?Interval Training e Hiit Cardio: diano risultati migliori della corsa a ritmo lento e prolungata.

Tornando a noi quindi qualsiasi preparazione atletica dedicata alla pallavolo deve avere come obiettivi (non per forza tutti insieme) di allenare: Rapidità (non Velocità) , Resistenza al salto (non Forza resistente del maratoneta), Forza esplosiva o Forza massima (non Ipertrofia cioè mettere su Massa).
Oltre a questo si dovrebbe in generale lavorare anche molto sulla: Elasticità, Propriocettività e al Core Stabilty.

Detto questo andiamo a vedere quali sono le caratteristiche che compongono questi obiettivi:

- Rapidità: la rapidità è la capacità di compiere spostamenti brevi (di qualche metro entro gli 8-10 metri) nel meno tempo possibile. La velocità invece prende già distanze più lunghe come i classici 50 metri di scatto o 25 ecc.
Ecco 3 fattori che compongo la rapidità:
1) Reazione : cioè il tempo che il muscolo si attiva e si muove dopo aver ricevuto l'impulso dall'esterno (esempio se facciamo fare gli scatti partendo da sdraiati dove il via è un battito di mani, ci accorgeremo subito che c'è qualcuno che si alza prima di altri quindi ha una miglior reazione) Nella pallavolo è fondamentale allenare lo stimolo oculo-manuale e oculo-pedalica. Per avere un'idea vi proprongo un video su youtube  https://www.youtube.com/watch?v=wT3M9T0nMJc.

2)Accelerazione: è la fase iniziale di qualsiasi scatto ed è la rapidità pura cioè correre per qualche metro alla massima velocità. (quindi a mio modo di vedere, non conviene allenare lo scatto di 20-30 metri perchè probabilmente avrete un migloramento (anche di accelerazione) ma lavorando sulla velocità.

3)Vettore: nella pallavolo non vi è solo lo scatto in avanti, l'alteta deve muoversi anche in arretramento, lateralmente e diagonalmente, quindi quando si allena la rapidità bisogna anche allenarla nei vari sensi di direzione

- Resistenza al salto o comunemente, Forza resistente: la forza resistente serve per garantire un certo tipo di movimento alla sua massima performance il più a lungo possibile. Quindi nel caso del pallavolista allenare a saltare una certa altezza il più lungo possibile.

- Forza esplosiva: la forza esplosiva che è quella che comunemente viene allenata di più è quella che garantisce un buon salto a muro e con la rincorsa. La forza esplosiva diversamente dalla forza normale non è data dal maggior peso che riesco a sollevare ma dal maggior peso che riesco a sollevare nel brevissimo tempo in cui devo svolgere il movimento.
Per intenderci: quando salto a muro, avrò pochi secondi in cui piego le gambe e salto. In questi pochi secondi il mio corpo deve raccogliere il maggior numero di fibre muscolari per poter saltare il più possibile.
Questo si chiama: "rate of foce development". 

Quindi i due fattori da tenere in considerazione per allenare la forza esplosiva sono:
1) Velocità di reclutamento della forza che si allena con la Pliometria (ne parlo bene in questo articolo)

2)Forza Massimale

In generale il consiglio quando si allena la forza esplosiva è muoversi lentamente nella fase di contrazione del muscolo e andar veloce (in modo appunto esplosivo) nella fase di distensione.


E voi cosa ne pensate e come allenate questi e altri fattori?
Buona preparazione fisica a tutti!!

Daniele La Terra (alias Gabriele Principe)

venerdì 28 marzo 2014

Raccolta dei migliori articoli di Allenare-Pallavolo +3 inediti da scaricare ad un prezzo ridicolo :-)

Finalmente una raccolta dei  migliori articoli (dal 2008 ad oggi) di Allenare-Pallavolo.
62 pagine di Ebook dove troverai i 22 articoli migliori del blog (i più letti, i più apprezzati e condivisi) + 3 articoli inediti molto importanti, mai pubblicati!!
Ci pensavo da un po' e ora l'ho fatta, pubblicandola proprio qua e dandovi il link per scaricarlo.
La cosa bella è che puoi scaricarla davvero ad un prezzo ridicolo,cioè mi viene proprio da ridere a fartelo vedere :).

Quali sono i vantaggi della raccolta?
1)Non devi girare per il blog per cercare gli articoli, i migliori articoli sono tutti li.
2)Gli articoli sono stati adattati e organizzati per argomenti principali in particolare:
- Allenare e allenatore
- Metodologia, Insegnamento e Apprendimento
- Coaching e Mental Training
- Preparazione e allenamento fisico
- Esercizi e consigli tecnici
- Tattica globale e individuale
3)Ci sono articoli  inediti e sono:
I)Come motivare in 30 secondi
II)Allenamento specifico del centrale
III)Come allenare la tua Leadership da subito
4) Puoi portarla sempre con te in facilità

In che senso?

Scaricandola potrai portarla dove vuoi, sul pc, suo smartphone o volendo anche stamparla.Potrebbe rivelarsi utile ogni tanto quando cerchi qualche suggerimento o consiglio per i tuoi allenamenti.


Quant'è il prezzo di questo e-book di 62 pagine? semplicemente 3,75 €.

Cliccando il bottone qua sotto, non dovrai iscriverti da nessuna parte, al termine del pagamento sarai mandato subito al link per poterlo scaricare.Sarai infatti trasferito alla pagina di download, dove sotto puoi scegliere due modalità di download. (per la grandezza o meglio piccolezza del file, ti consiglio quella gratuita)
E avrai subito il tuo e-book in formato pdf.





L'ebook a questo prezzo (visto le ore di lavoro che ci ho impiegato per sistemarlo e crearlo) è solo un modo come un altro per ringraziare tutti voi per continuarmi a seguire, qualcuno di voi da ben 5 anni.
Fatevi questo regalo.

Ciao allenatori!!

Daniele La Terra (alias Gabriele Principe)

giovedì 27 marzo 2014

Insegnare l'attacco con rincorsa in modo efficace

Torniamo a parlare di apprendimento, torniamo a parlare di schiacciata.
Ovvero uno dei fondamentali probabilmente più difficili da insegnare ai nostri  atleti.
I presupposti che sicuramente ci devono essere nell'atleta affinché  impari ad attaccare con la schiacciata e con la rincorsa sono:

-Una buona coordinazione dei movimenti generale, specialmente in salto
-Lettura della traiettoria con palla davanti e sopra la fronte
- Saper già schiacciare la palla con piedi a terra

Fatte queste premesse, il mio modo di insegnare ad abbinare rincorsa e schiacciata differenzia un po' dalla metodologia classica poichè al posto che partire dalla rincorsa e concludere sul colpo d'attacco, parto all'incontrario: mi spiego meglio.

Credo fortemente che nella pallavolo, come nel in tutti gli altri ambiti, il nostro cervello utilizzi quello che si chiama ciclo di apprendimento che si divide in 4 stadi:
1)Incompetenza  inconscia
2)Incompetenza conscia
3)Competenza conscia
4)Competenza inconscia

Nel momento in cui apprendiamo qualcosa in modo conscio, il nostro cervello sta elaborando tutte quelle informazioni che servono per far diventare poi quel gesto abitudinario senza pensarci, quindi competenza inconscia.
Se quando iniziamo ad insegnare la schiacciata con rincorsa, diciamo ai nostri atleti di concentrarsi subito sulla rincorsa e a mandare la palla di la, il cervello prenderà anche come competenze inconscie il colpo sbagliato sulla palla.
Invece credo sia molto più utile ed efficace isolare ogni aspetto dell'attacco partendo da quello finale, in modo che quando dovranno eseguire l'attacco completo: avranno già acquisito in modo inconscio il colpo sulla palla. vediamo come è possibile nella pratica.

1)La prima fase di adattamento che gli atleti dovranno sviluppare sarà abituarsi a schiacciare ad un'altezza diversa e una distanza diversa dalla rete.Infatti con la rincorsa la palla la impatteranno più in alto e più vicina alla rete.per ottenere una schiacciata efficace, non possono continuare a schiacciare una palla che va di la a parabola.
Quindi direi di partire con un esercizio molto semplice da dividere in gruppi: dove 2-3 atlete stanno su una panchina o tavolino (alta circa il loro salto). tengono la palla alta davanti alla fronte e la schiacciano (magari sulle altre compagne). Obiettivo è farle imparare da subito a usare il braccio e il polso in attacco, alla loro altezza quando saltano, avere sempre palla davanti quando si attacca e direzionare già l'attacco.

2)Quando avranno appreso questa capacità tecnica si può lavorare sulla coordinazione salto attacco: si può spezzettare in 2 fasi: attacco con salto da fermo o già con la rincorsa.
in entrambi i casi, l'allenatore o collaboratore o compagni, tengono la palla alta a massima altezza del salto dell'atleta.
l'atleta dovrà saltare e colpire la palla come ha fatto nella parte 1) e attaccare.
obiettivo: percepire la giusta altezza della palla quando attacca in modo da colpire bene il pallone, sempre avanti e a braccio disteso

3)Si introduce ora l'alzata della palla, io consiglio sempre di partire con una alzata da parte dell'allenatore sulla zona di attacco.Quindi lanciare la palla solo in alto.L'atleta farà la rincorsa o salto da fermo e colpirà la palla.Obiettivo coordinazione e soprattutto tempo sulla palla.

4)Alzata da zona 3 nelle diverse zone di attacco dove l'atleta attaccherà la palla con la rincorsa

Da li in poi l'atletà potrà incominciare ad allenarsi sulle direzioni d'attacco e il resto.Ma cosa più importante sarà già consapevole di quando starà sbagliando qualcosa tecnicamente, per il tipo di esercizi visti e appresi prima.
Solitamente io tra l'esercitazione di un punto all'altro faccio passare almeno 4-5 allenamenti, a volte anche di più.
Allenare l'attacco è molto difficile e richiede pazienza, ma una volta appreso bene, i tuoi atleti attaccheranno sempre in maniera efficace ed efficiente.

Daniele La Terra

sabato 22 febbraio 2014

5 Esercizi efficaci per allenare la ricezione

Come promesso dalla pagina Facebook, "L'allenatore (del volley) nel pallone)", ecco il post dedicato alla ricezione, in particolare a 5 esercizio che io ritengo molto utili per allenare la ricezione.

Parliamo di esercizi sia analitici che sintetici che per la complessità tecnica si consiglia di far fare da un'under 14 in su.

1)Palla in mezzo alle gambe: si divide la squadra in 4 gruppetti, 2 vanno in zona 1 col pallone. Gli altri 2 in zona 5 senza.
Chi è in zona 1 batte da dentro il campo o lancia la palla a 2 mani verso il compagno in zona 5.
Il compagno di zona 5 in posizione di ricezione, con il busto orientato al bagher, deve muoversi e far passare la palla in mezzo alle gambe al post che ricevere.
Successivamente prende la palla e andrà in 1.
Utilità: questo esercizio è molto utile in fase di riscaldamento per i lanci/battuta ma soprattutto per leggere la traiettoria e allenare lo spostamento verso la palla.
Infatti questo esercizio è particolarmente adatto per far si che gli atleti cerchino la palla col corpo e le gambe e non con le braccia.
da curare: fate in modo che gli atleti stiano in posizione di ricezione e si spostino col busto e spalle in avanti.Molto utile dirgli di cercare la palla normalmente e poi di togliere le braccia, se il tempo e la posizione del corpo sono giusti la palla passerà perfettamente in mezzo alle gambe.
Il lancio deve essere lungo e non troppo alto.
Per i maschietti è fattibilissimo, unica contro indicazione: non arrabbiatevi se all'inizio andranno sul pallone con una mano a proteggersi le parti intime :-)

2)Migliorare la reazione in ricezione: Per questo esercizio si necessita di materassi che si possono tenere in piedi da soli.
L'esercizio consiste in coprire con i materassi la rete.Posizionare i ricettori in un campo con la visuale coperta dai materassi.
Gli altri giocatori in battuta.
Al via di un'atleta o allenatore partirà la battuta.Gli atleti vedranno la palla solo quando sarà vicino alla rete.
Obiettivo: gli atleti miglioreranno la loro reazione in ricezione, ovviamente non si avranno ricezioni favolose però se riescono a tirar su la palla in modo da essere rigiocabile è già un buon risultato.
Abbiate molta pazienza, a lungo termine è un esercizio che da ottimi risultati.
Se non si ha a disposizione i materassi, si può dire ai ricettori di girarsi in verso opposto ai battitori. saremo noi a dare il via per girarsi quando la palla si avvicinerà a rete.

3)Ricezione su battuta facile con partenza ginocchio a terra: si mettono 2 ricettori alle estremita esterne di zona 6, con un ginocchio per terra.
Nell'altro campo i battitori in fila in zona 1 e 5.
si parte con la battuta piedi a terra precisa dritta; i compagni in ricezione dovranno alzarsi e spostarsi lateralemente andando in ricezione.
Utilità: migliora la capacità di spostamento laterale e il piano di rimbalzo.E' utile farlo per qualsiasi tipo di categoria e soprattutto si può completare l'esercizio con un alzatore e degli attaccanti ecc.

4)Ricezione con partenza da fondo campo o dai 3 metri: molto semplicemente in un classico lavoro di battuta-ricezione, si fa partire i ricettori da fondo campo o dai 3 metri. Esercizio molto utile se abbiamo qualche ricettore che non è molto bravo nel ricevere in arretramento o in avanzamento.

5) 2/3 ricezioni perfette di fila. Questo esercizio molto difficile che allena soprattutto la concentrazione e la continuità del fondamentale.
Sostanzialmente nel classico lavoro di battuta ricezione: si ordina ai propri ricettori, che devono eseguire 2 o 3 ricezioni di fila ++ o perfette per poter girare e concludere l'esercizio.
Ogni volta che una palla non è perfetta si riparte da zero.
Indicazioni: inizialmente al posto che partire con la richiesta di una rice ++ potete indicare come obiettivo la ricezione positiva.
Siate molto chiari nel definire quando la palla è buona o meno.. se l'esercizio non riesce a sbloccarsi, terminate dopo un certo limite di tempo.

Gabriele principe

mercoledì 22 gennaio 2014

Come programmare esercizi efficaci ed evitare gli errori comuni (parte 2)

immagine presa da campioni.cn
Eccoci sulla seconda parte del post, la prima la potete trovare qui: clicca qui.
Nel precedente post abbiamo visto quali sono i fattori interni che un allenatore deve conoscere e utilizzare quando prepara i propri esercizi.

Ora vedremo quelli esterni, quelli che dipendono dagl'atleti e che spesso non possiamo controllare ma alcuni influenzare o tener d'occhio sicuramente si.




Fattori esterni:
- Basi tecniche non solide: l'errore più comune di noi allenatori e di far fare esercizi apparentemente semplici ma che l'atleta non è in grado di eseguire perchè magari gli manca "un pezzo di fondamentale".Ad esempio: stiamo allenando i nostri palleggiatori in alzata su difesa di qualche altro giocatore.I nostri palleggiatori sono molto bravi a palleggiare da fermi e in posizione ma gli manca la capacità di arrivare sotto il pallone dopo degli spostamenti. Inutile sperare in precisione d'alzata miracolosi.Alleniamo o verifichiamo che prima il palleggiatore sappia spostarsi rapidamente in campo e abbia la palla sopra la fronte, magari anche solo come riscaldamento. Ci assicurerà una buona riuscita dell'esercizio.
- Livello di stanchezza esercizio: abbiamo visto nella parte 1 del post che l'Intensità dell'esercizio determina un certo tipo di stanchezza immediata, la sua durata determina il livello di stanchezza dell'esercizio.Se un atleta è stanco per gli esercizi precedenti avrà un tasso di errore maggiore sugl'esercizi successivi. Quante volte vi è capitato che si inizia un allenamento alla grande con esercizi molto intensi e poi verso fine allenamento non sanno fare 4 cose in croce anche semplici?? se la vostra risposta in testa è "OOOHH UN SACCO DI VOLTE" bè, benvenuto nel club :)
- Livello di forma generale: questo è un fattore difficile da vedere in se, però spesso capita che l'atleta o più atleti siano stanchi o in sovrallenamento, se noi lo notiamo e gli chiediamo di fare esercizi intensi o complessi sprechiamo buona parte del nostro tempo.
-Età: ci sono alcune fasi di età dove l'apprendimento è più alto e alcune dove diminuisce, ci sono esercizi adatti a certe età e altri per altre età.Questo non vuol dire che più sono piccoli più gli esercizi devono essere facilissimi, anzi in giovanissima età gli atleti sono più bravi a gestire obiettivi e vincoli, oltre che intensità rispetto agl'atleti più adulti.
-Livello di concentrazione: questo dipende da atleta ad atleta, spesso un esercizio di lunga durata o alta intensità diminuisce il livello di concentrazione e di conseguenza l'efficacia dell'esercizio.
- Differenziazione tecnica tra atleti: è un fattore con cui tutti, nessun allenatore escluso (tranne selezioni provinciali ecc) devono avere a che fare.Tutti i giocatori sono diversi tecnicamente e spesso accade che un atleta sappia fare benissimo quell'esercizio mentre un altro non gli verrà per niente.
- Ripetizione dell'esercizio e fondamentale: ovviamente (questo non volevo neanche scriverlo in verità) un esercizio nuovo fatto per la prima volta avrà un tasso di errore maggiore o di poca efficacia rispetto ad averlo fatto più volte.E' un processo normale.

Vediamo ora quali sono gli errori più comuni che noi allenatori commettiamo quando prepariamo i nostri esercizi:

1)Errore di spiegazione: questo l'abbiamo visto nel precedente post, ricordate siate chiari quando comunicate, fate esempi e soprattutto fate fare domande!!

2) Creare un esercizio con Vincolo + Obiettivo: come abbiamo visto l'obiettivo quando è più preciso maggiore è la difficoltà nel raggiungerlo, e il vincolo è quell'ostacolo nuovo o semi-nuovo che impedisce l'atleta di eseguire l'esercizio in modo "facile" Spesso creiamo esercizi con 1 o più vincoli e magari anche un'obiettivo complesso che diventa impossibile per l'atleta eseguirlo.Ad esempio:stiamo lavorando sull'attacco con il muro per la prima volta: allora qualcuno incomincia a chiedere di: Attaccare o il lungo linea o la diagonale stretta (obiettivo) senza colpire il muro (vincolo) colpendo i materassini (altro vincolo). Un triplo salto carpiato già che ci siamo no??
Non impossibile come esercizio, ma solo se il nostro atleta ha già avuto esperienza con l'obiettivo e il muro per lui non è più un vincolo.

3) Non dare tempi di recupero e pause adeguate tra gli esercizi.Spesso l'allenatore vuol fare così tanti esercizi che concede pochissime pause di recupero ( che non per forza significa andare a bere). Tra un esercizio e l'altro incominciate a spiegare l'esercizio nuovo, puntualizzate qualcosa del vecchio, concentratevi sugli aspetti di atteggiamento o su qualche particolarità, loro recupereranno abbastanza in fretta e le vostre parole non saranno mai buttate al vento.

4)Appena finito un esercizio analitico si passa subito al sintetico: qui io direi dipende. Se il sintetico non prevede altri fattori come ad esempio più persone nell'esercizio o altri fattori tecnici coinvolti, si può fare.. solitamente io eseguo prima molte volte lo stesso esercizio analitico, magari in forme anche diverse più volte. Poi passo al sintetico solo quando l'analitico è stato già acquisito e consolidato.

5)Mancanza di elementi tecnici o fisici dell'atleta: come dicevo prima se all'atleta manca quella parte tecnica che serve per l'esercizio, cambiate il tipo di esercizio o mettete qualche variabile. Se l'esercizio prevede battere forte su una certa zona precisa e i nostri giocatori quando battono sanno solo tirare forte a caso e non preciso,bisogna fare un passo indietro.

6)Correlazione Durata-Intensità: questo è un errore molto comune, dovuto spesso alla credenza che: più li massacro per più tempo più diventano bravi, poco importa che verso la fine dell'esercizio sbagliano tutto. Se volete avere un'alta efficacia dell'esercio (per me, è un mio parere personale) la correlazione tra durata e intensità è inversa. Cosa vuol dire?? che se sto facendo un esercizio ad altissima intensità la durata deve essere breve, viceversa un esercizio dove si vuol puntar molto alla alta ripetizione del fondamentale meglio che sia a bassa intensità (tempi tra le ripetizioni più lunghi [un 3-4  secondi stiamo parlando]) ma durata più lunga.
Spesso facciamo esercizi molto intensi per molto tempo: risultato = inizio dell'esercizio favoloso stanchezza e poca lucidità a fine esercizio. Oppure bassa intensità e bassa durata = se non era un riscaldamento non è servito a gran che

7) L'errore più grave in assoluto, Non tolleriamo l'errore. Se stiamo facendo un esercizio è per 3 motivi:
  a) l'esercizio è nuovo e serve per un miglioramento di qualsiasi genere
  b) l'esercizio è consolidato da tempo e serve per ripetere il fondamentale o la situazione di gioco e allenarla in ripetizione
  c) l'esercizio è consolidato ma abbiamo inserito: un vincolo, obiettivo, abbiamo variato l'intensità o la durata.
nel caso A e C è fondamentale aspettarci l'errore (ovviamente non troppo se no ovviamente non serve a nulla) ma siate pazienti, l'errore deve esserci. Senza errore non c'è miglioramento e se qualcuno di voi è stato un atleta lo sa bene.

Ultimo consiglio: quando un esercizio non va come vorreste chiedetevi sempre quali di questi fattori sto trascurando? Come posso migliorarlo la prossima volta o già adesso?

Spero che questo vi aiuti o comunque vi faccia vedere strade alternative per la programmazione dei vostri allenamenti.
Buon allenamento a tutti

Daniele La Terra (alias Gabriele Principe)

Come programmare esercizi efficaci ed evitare gli errori comuni (parte 1)

Immagine presa da allenatoripallavolo.com
Ciao a tutti, finalmente torno a scrivere nel mio blog, finalmente torniamo a parlare di pallavolo e di noi allenatori.

Oggi parlerò delle caratteristiche degli esercizi che noi allenatori utilizziamo consciamente o inconsciamente quando prepariamo i nostri esercizi, degli errori più comuni che facciamo quando programmiamo un allenamento e soprattutto come migliorare ed evitare questi errori.

Partiamo prima di tutto dalle caratteristiche o meglio dai fattori che incidono su ogni esercizio che noi creiamo e facciamo eseguire ai nostri atleti. Questi fattori gli ho classificati in 2 categorie: Fattori interni ed esterni.
Interni sono quei fattori che dipendono solo da noi allenatori e dalle nostre risorse.Gli esterni invece sono quelli che dipendono dai nostri atleti ma che possiamo influenzare alcuni ed altri tenere solo in considerazione.

Partiamo da quelli interni: cosa dobbiamo tener conto quando creiamo i nostri esercizi e allenamento:
- N° di atleti: sembra banale ma a volte organizziamo esercizi dove non si utilizzano tutti i giocatori a disposizione e quasi non sappiamo cosa fargli fare, oppure non abbiamo il numero adatto per far fare quell'esercizio.
- Obiettivo: in quasi tutti gli esercizi bisogna quasi sempre porre un obiettivo, per obiettivo intendo: dato quello che so fare specializzarmi o individuare una particolarità precisa.
Ad esempio, se l'esercizio consiste nell'attaccare un pallone su alzata l'obiettivo può essere attaccare la diagonale, un obiettivo può essere di attaccare un punto preciso della diagonale (magari colpire il materassino)
Più preciso o piccolo è l'obiettivo maggiore sarà la difficoltà dell'esercizio.Ovviamente tutto è correlato alle capacità degli atleti, se un'atleta per ora schiaccia a caso in campo e gli chiedete di colpire un materassino ci può stare come esercizio ma non aspettatevi chissà quali grandi risultati.
- Spiegazione: a volte l'esercizio non viene per il semplice fatto che non ci siamo spiegati bene. So che è una cavolata ma spesso accade che l'atleta o gli atleti facciano l'esercizio male solo perchè non sanno cosa devono fare.Assicuratevi che abbiano capito l'esrcizio e soprattutto fatelo vedere (le prime volte), non usate termini che non conoscono e soprattutto fatevi fare domande.meglio perdere 5 minuti in più di spiegazione che 20 minuti di esercizi fatti male.
- Attrezzi adeguati: avete tutti gli attrezzi che vi servono per l'esercizio (n° palloni, materassini, carrelli ecc)?
- Collaboratori e giocatori adeguati: Si dice che i veri allenatori dei giocatori sono i propri compagni.Effettivamente è spesso così, chi non possiede collaboratori in palestra oppure per certi tipi di esercizi servono dei giocatori che sappiano allenare gli altri giocatori in modo adeguato.
per intenderci, se vogliamo allenare ad esempio la difesa del libero oppure il muro dovrò avere o mettere degl'attaccanti bravi ad attaccare sul libero o che non sbaglino l'attacco, possibilmente che sappiano cercare le mani del muro.Altrimenti il muro e il libero toccano pochi palloni e perdete solo tempo.L'esercizio che state svolgendo richiede una buona tecnica da parte dei giocatori allenanti? se si ce l'hanno?
- Tempi di tutti gli esercizi: alcuni allenatori fanno un allenamento con 3-4 esercii per 2 ore di allenamento altri invece 20 esercizi nello stesso tempo.Senza giudicare i due metodi credo che variare e fare un mix di tempi di allenamento sia più efficace in quanto allena bene l'atleta e soprattutto mantiene alta la sua attenzione e partecipazione.
-Organizzazione del campo: quante volte vi è capitato di dover fare un esercizio o più esercizi dividendo il campo in 2 o più parti e vedere palloni che arrivano da tutte le parti tranne nel punto giusto? Un consiglio abbiate qualche giocatore (a rotazione) che raccolga palloni in campo e assicuratevi che l'obiettivo dell'esercizio non sia troppo complicato.
- Vincolo: definisco vincolo un fattore di disturbo per l'atleta che appunto "vincola" l'esecuzione del proprio fondamentale per certi scopi. Ad esempio: la prima volta che inseriamo le mani del muro su un attacco.per l'attaccante trovarsi per la prima volta il muro davanti sarà un fattore di disturbo, un vincolo a tirare in certe direzioni se l'esercizio consiste negli attacchi in campo.
Dopo le prime volte, le mani del muro non saranno più un vincolo ma un elemento naturale del gioco, quindi si potrà mettere un altro vincolo o mettere un obiettivo.Il vincolo è sempre quando gli esercizi sono nuovi.
- Durata e intensità dell'esercizio: Ogni esercizio ha una certa intensità (per intensità si intende fisicamente carico di peso x ripetizioni) negli esercizi col pallone possiamo definirlo come: n° di ripetizioni x tempo di esecuzione.Quindi ad esempio se sto difendo gli attacchi dalle zone del campo e gli attacchi arrivano dopo 1 secondo l'uno dall'altro e gli attacchi sono tanti sarà un esercizio molto intenso. Molta intensità crea molta stanchezza fisica-nervosa per l'atleta.
Durata è semplicemente la durata dell'esercizio.

Andremo a vedere nella seconda parte i fattori esterni e soprattutto gli errori comuni.Anche se credo che già qualcuno di voi abbia intuito quali errori ha visto in giro o su di se, leggendo questi fattori.

Daniele La Terra (Alias Gabriele Principe)

martedì 21 maggio 2013

5 punti fondamentali per migliorare la difesa

Parliamo un po' di difesa, parliamo un po' di caratteristiche importanti da insegnare ai nostri atleti in difesa.
Dall'Under 12-13 in poi il fondamentale della difesa incomincia ad essere tra i più difficili da curare per 3 semplici motivi:
- la velocità del pallone è altissima, bisogna essere quindi ben posizionati ma soprattutto rapidi nell'esecuzione del gesto tecnico appropriato
- è molto difficile coprire tutta la zona di riferimento (poichè si introduce il muro)
- i colpi di attacco sono i più vari e imprevedibili (soprattutto nel femminile)

Cosa è necessario curare, quindi, per poter migliorare la difesa dei nostri singoli  e aumentare l'efficienza?
L'ho riassunto (anche se vi sono molti altri punti da sviluppare) in questi 5 punti:

1)Posizione di partenza: è fondamentale fin da quando sono piccoli abituarli a tenere le braccia staccate e vicine al corpo in posizione d'attesa per poterle unire in bagher frontale, laterale e soprattutto difendere in palleggio ed evitare che si muovano in giro per il campo con il bagher già pronto.La posizione di partenza deve essere quasi in posizione di scatto quindi sugl'avampiedi e busto in avanti pronti a spostarsi e ammortizzare la palla che arriva forte.

2)Spostamento e posizione nell'esecuzione: lo spostamento deve essere rapido ma sempre composto affinchè l'atleta riuscirà a conciliare in meno tempo possibile il gesto tecnico. Quando la palla viene difesa si consiglia (poi ci sono varie scuole di pensiero) di tenere i piedi paralleli in difesa poichè bisogna ammortizzare il colpo forte d'attacco.
Si consiglia poi di orientare il piano di rimbalzo delle braccia più in verticale in modo che la palla vada verso l'alto.La priorità è che la difesa sia alta in mezzo al campo non per forza precisa sulla zona del palleggiatore.

3)Insegnare a come leggere l'attacco avversario quindi guardare l'attaccante e non la palla quando vi è l'alzata e solo sul colpo d'attacco guardare la palla e la traiettoria

4) Fare molte esercitazioni di ripetizione su vari tipi di attacco usando tutti i gesti tecnici a disposizione dell'atleta: difesa del pallonetto, tuffo e/o rullata, difesa in palleggio, bagher laterale

5)Dedicare buon tempo nel lavoro sintetico e globale  sulla posizione e difesa in campo: con riferimenti e attacchi sulle zone di conflitto, attacchi sopra il muro, palle toccate dal muro ecc.

Allenare questi punti fin da subito e durante le varie stagioni con un settore giovanile (ma anche con gli adulti), permette a lungo termine di ottenere buoni risultati di gioco, in particolare per gestire la fase break point.

Gabriele Principe

martedì 16 aprile 2013

5 errori da non fare con i tuoi palleggiatori

Il ruolo del palleggiatore si sa è divenuto ormai uno dei più importanti se non il più importante.E' uno dei primi ruoli che vengono ricercati analizzando le attitudini dei propri atleti.

Sulla didattica e la metodologia dell'allenamento ci sono molti punti da evidenziare e dove ci possono essere molti punti di vista: dal tipo di palleggio (solo polsi con palla alta a braccia semi-distese oppure palla sopra la fronte con spinta delle braccia), oppure anche piede avanti nel palleggio ecc.

Quello che però di sicuro non bisogna fare con i propri palleggiatori, lo descrivo qui riassumendoli in 5 punti. Piccola premessa, non sono errori così clamorosi, però secondo me fanno la differenza nella capacità evolutiva sia tecnica e tattica.

1)Prima il tocco poi gli spostamenti e traiettorie. Il più delle volte noi allenatori ci impuntiamo sul tocco del nostro (futuro o attuale) palleggiatore rispetto alla rapidità, capacità di spostamento in campo e lettura delle traiettorie. E questo aspetto viene anche ricercato come attitudine primaria nella ricerca del palleggiatore.
Secondo me non è del tutto giusto: il tocco può essere sempre corretto e con la ripetizione può essere pulito, gli altri 3 fattori molto più difficilmente.
Quindi, non focalizzatevi solo su come palleggia (aspetto ovviamente importante ma non unico), allenate il vostro palleggiatore all'anticipo sulle traiettorie in difesa o ricezione, sulla rapidità  e capacità di muoversi in campo soprattutto dalle proprie posizioni di ricezione e difesa.
La mia filosofia sul palleggiatore (condivisa a volte, criticate altre) è che una persona con mani d'oro non se ne farà nulla se non riuscirà mai a prendere una palla spostata dalla propria zona.Quindi io personalmente (opinione strettamente personale)  preferisco avere un palleggiatore rapido che arriva sotto al pallone quasi sempre, che sa leggere la traiettoria e che mi fa 2-3 ma anche 4 doppie  a partita (consapevole del fatto che può solo migliorare nel tocco), che un palleggiatore che sa palleggiare solo se la palla è buono o ad un metro o due dalla propria posizione.

sabato 13 aprile 2013

schemi di difesa vincenti

Per quanto sia allettante il titolo di questo post, l'argomento di questo articolo non tratterà di schemi di difesa imbattibile poichè non esistono schemi assoluti vincenti: ma solo schemi personalizzati da modelli esistenti.
Questo articolo cercherà di darvi tutte le indicazioni per poter studiare il tipo di schema di difesa più adatto alla vostra squadra qualora quello attuale abbia qualche difetto.




Uno buono schema di difesa deve avere come obiettivi:
1) Ridurre la possibilità di far punti avversari attraverso le traiettorie d'attacco più comuni
2) Nascondere i difetti tecnici difensivi dei nostri giocatori
3)Esaltare i pregi tecnici difensivi dei giocatori più forti

L'altra volta ad un corso di aggiornamento si parlava del muro, che esistono 2 scuole di pensiero: il muro creato per fare punto e il muro per posizionare la difesa dietro.
A mio modo di vedere il muro nasce prima di tutto per bloccare l'attacco avversario e cercare di far punto e poi a seconda dell'efficacia del mio muro posiziono la difesa, quindi non una prevalenza delle 2 "scuole" ma un'unione.

Quindi i passi per creare una difesa e schema efficace sono:

1) Nel mio tipo di campionato, che tipo di attacchi vengono effettuati e quanto può essere importante il muro: se ad esempio siamo in un campionat molto basso di livello o comunque con una pallavolo ancora in evoluzione con attacchi che non vanno tesi ma salgono di mezzo metro da rete sarà quasi inutile murare a 2 e a volte anche murare.
Fa anche molto la differenza se si allena maschi e femmine, soprattutto col crescere di età e di livello.

2)Quanto è efficace il mio muro? è possibile che abbia giocatori o giocatrici che saltano poco o sono bassi da uscire con mezze mani da rete.In questo caso credo sia inutile portarlo a muro lasciando più campo in attacco avversario.Poi però la scelta sta a voi.

3)La maggior parte delle traiettorie in attacco degli avversari dove vanno maggiormente? diagonale stretta, diagonale zona 5, semi-diagonale (zona 6), lungo linea o lungo linea stretta? quali sono quelli più utilizzati.
Questo serve per capire come posizionare il muro e di conseguenza anche i giocatori di seconda linea

4)Dove posiziono i giocatori di seconda linea? i giocatori devono avere dei punti di riferimento dove posizionarsi soprattutto imparando i passi dalla "posizione di attesa" a quella di difesa.

5)A quali giocatori lascio più zona di campo da difendere (che spesso coincide con la domanda: dove posiziono il libro o difensore più forte)?

6)Chi va a prendere i pallonetti corti in zona 2,3,4 e oltre i 3 metri?questo punto sarà importantissimo da comunicare agli atleti, affinché certi palloni non cadano in mezzo al campo senza che nessuno vada a prenderli

7)Chi va a difendere le zone di conflitto tra difensori?

8)Rispondere a tutte queste domande solo sulla carta senza poi andare a testarle in allenamento non ha senso.E' necessario provare e riprovare gli schemi di difesa soprattutto in ogni rotazione. Uno schema di difesa può avere molte varianti a seconda delle rotazioni e delle giocatrici che abbiamo in campo. Ad esempio, attualmente con alcune giocatrici vado a muro a 2 mentre con altre muro a 1 con maggior copertura del pallonetto e del lungo-linea.

La cosa più importante è sicuramente trovare uno schema di difesa che possa essere efficace alla maggior parte degli attacchi che potrai trovare in campionato ma soprattutto che sia attuabile tecnicamente dai giocatori e giocatrici.
Potete avere in mente uno schema di difesa eccellente e infallibile, ma se le vostre atlete non sono in grado di applicarlo fisicamente (esempio sono poco rapide), tecnicamente (esempio soffrono il pallonetto) oppure le squadre avversarie fanno un gioco non coerente con lo schema  (esempio solo attaccano solo diagonale stretta e voi murate il lungo linea)
Non esiste uno schema efficace per tutte le squadre, ma esiste un solo schema perfetto che può fare solo la tua squadra.
Sta a te trovare quello più efficace per la tua squadra come abbiamo detto: dipende dai tuoi atleti/e e dal campionato che affronterai.

Gabriele Principe

sabato 2 marzo 2013

Le Mentalità e Continuità di Gioco

Immagine presa da sport nike.com
Quello della mentalità e continuità di gioco è un argomento molto difficile da trattare, soprattutto se chi scrive ha appena perso il giorno prima 3 a 1 dove il set vinto è stato di +9 mentre quelli persi tutti e 3 di 2 punti.Ma questa è la pallavolo. :-)

Fuori dalla pallavolo, lavoro come formatore e consulente di personal coaching per migliorare la vita personale, professionale, economica e altri ambiti tra cui anche quello sportivo a livello individuale.
A differenza però di un'allenatore di pallavolo, quest'ultimo deve concentrarsi a sviluppare e a guidare non un singolo atleta ma bensì un gruppo intero; ne consegue una maggior difficoltà perchè in un gruppo ogni atleta ha una propria mentalità di gioco completamente differente dal resto del gruppo.

La nostra mentalità e le nostre decisioni e pensieri vengono generati automaticamente per via di 5 fattori:
1)Credenze intime e regole inconsce
2)Propri valori di vita
3)I nostri punti di riferimento e la loro influenza
4)Le domande abituali che ci poniamo
5)Gli stati emozionali che sperimentiamo in noi

Ognuno di noi quindi, durante una partita ha modi diversissimi di gestire la propria mentalità: c'è chi dopo un errore si scoraggia subito, chi si carica ancora di più mentalmente.Chi la palla della vittoria la vuole chiudere nei 3 metri e chi prega Dio che la palla non gli arrivi a lui.
Quindi quando parliamo di mentalità di squadra parliamo qualcosa di davvero difficile (tanto è vero che la storia ci insegna che solo pochi riescono nell'impresa) però non è impossibile.
Il fatto è che, differentemente da quello che si pensa, creare una mentalità vincente non è semplicemente (come molti credono) fare un discorso alla Al Pacino (anche se di certo male non fa ogni tanto), quanto riuscire a dare i mezzi e strumenti ad ogni singolo atleta per motivarsi da solo e avere una mentalità e continuità di atteggiamento in campo.

giovedì 28 febbraio 2013

La manualità del colpo d'attacco

All'interno del bagaglio tecnico di un buon schiacciatore, di sicuro non può mancare la Manualità del colpo d'attacco.
Cosa si intende specificatamente? Si tratta dell'utilizzo del polso quando si colpisce il pallone e lo stesso colpo sulla palla quando si attacca.
Avere una buona manualità, permette allo schiacciatore di avere maggiori possibilità sul proprio attacco riuscendo: non solo a gestire i palloni difficili ma anche a indirizzare meglio i colpi buoni cercando con più precisione la direzione d'attacco.

Per questo secondo me, deve essere un fattore che deve essere allenato fin da subito, quando si impara a schiacciare; per me ancora prima di insegnare la rincorsa.




Vediamo prima di tutto tutti i colpi d'attacco possibili:
- Chiusura del polso su palla colpita alta: Un po' in tutti tipi d'attacco il polso viene quasi sempre utilizzato per chiudere la palla in campo, ma in particolare nei centrali per cercare le zone angolate del campo.

- Intra-rotazione del polso: la mano e il polso vengono ruotati verso l'interno del corpo. Utilizzato tantissimo nella pallavolo moderna per cercare il Mani.Fuori sul muro esterno.

- Extra-rotazione: il polso e la mano ruotano verso la parte esterna al proprio corpo.

- Colpo anticipato (viene chiamato anche in altri modi): la palla al posto che essere presa a braccio alto e disteso, viene colpita sotto e con una rotazione del polso in avanti.per intenderci è quello che si vede spesso nel beach volley dove li, non si può fare il pallonetto.

- Colpo ritardato: la palla viene colpita in basso e non in alto ma a braccio completamente disteso.Viene utilizzato per cercare il Mani-Fuori del muro sulla parte alta della mano avversaria

- Il pallonetto: anche il pallonetto fa parte della manualità del colpo d'attacco, infatti il polso è rigido o semi-rigido e la palla viene spinta solo con le dita tese

Come allenare la manualità (Approccio AIR): 

sabato 9 febbraio 2013

La Pliometria come fattore di sviluppo della potenza esplosiva

Parliamo in questo post di Pliometria. Un argomento che crea spesso discussioni e pareri discordanti tra allenatori.Ora per parlarne bene dovrei fare almeno 3-4 post a riguardo ma mi limiterò  a copiare alcune parti di discussioni trovate in vari siti e forum molto competenti.

Prima di tutto, bisogna sfatare il mito che la Pliometria aumenta la forza esplosiva.Molto molto sbagliato.La potenza esplosiva è la moltiplicazione di 2 fattori: Forza massimale * Velocità di reclutamento della forza.  La Pliometria non lavora (come molti credono) sulla forza esplosiva però senza creare danni di sovraccarico.La pliometria lavora sulla velocità e sul reclutamento di maggiori neuroni motori e quindi di fibre muscolari.

Per essere più precisi incollerò alcuni pezzi di post per rendere meglio l'idea:
"salto spettacolare = alti livelli di forza massimale (forza massimale) + alta velocità nello sfruttare questa forza nel più breve lasso di tempo possibile (rate of force development). 

nel test per il massimale e per il calcolo del massimale l'atleta impiega circa da 0.4 a 0.7 secondi per generare la forza massima...ma nel salto verticale vengono contati solo i primi 0.2 secondi!!! è un bel problema perchè l'atleta deve cercare di attingere alla sua forza massimale nel più breve tempo possibile!! 0.2 secondi sono veramente pochi. 
C'e un termine che specifica la velocità di generazione di forza, il termine inglese è "rate of force development" che significa tasso di generazione di forza. "

Quindi anche se un atleta magari ha una potenza e forza massimale maggiore non è detto che salti più di uno che invece ha maggiore velocità nel generare forza ma meno massimale.

La pliometria ha come scopo:
"
rafforzare il collegamento che c'e fra la forza pura e la forza esplosiva, nonchè migliorare la forza reattiva/forza elastica/forza pliometrica. Più una persona ha una buona capacità pliometrica e più riuscirà a "trattenere energia" dal primo movimento in favore del movimento successivo...questo viene MOLTO in aiuto ai saltatori che saltano con un piede, e viene anche in aiuto ai saltatori a due piedi poichè anch'essi seppure in misura minore utilizzano un riflesso pliometrico. 

EFFETTI DELL'ALLENAMENTO PLIOMETRICO

- recrutamento di un maggior numero di neuroni motori e conseguenti fibre muscolari. 
- miglioramento della forza esplosiva. 
- sviluppo del sistema nervoso centrale per rispondere in modo veloce a stimoli elastici. 
- un aumento nel "rate of foce development" 
- un cambiamento di tendenza muscolare da fibre di tipo 2A a fibre di tipo 2B (veloci). 
- miglioramento forza pliometrica. 

Tempi di recupero e suggerimenti:
"E' suggerito da molti coaches e allenatori di svolgere gli allenamenti pliometrici ad alta intensità solo una volta che si è in grado di sollevare un carico massimale pari a 1,5 volte il proprio peso corporeo. 
in realtà questa è una misura minima, della serie "partendo da 1,5 volte il proprio peso" per intenderci, in quel caso l'allenamento avrà il massimo della sua efficacia
Gli esercizi pliometrici tosti hanno un impatto devastante sul sistema nervoso centrale, e lo stancano parecchio. 
C'e una differenza di fondo qui, non parliamo di muscoli e qui sorge il problema recupero: il sistema nervoso centrale impiega da 2 fino a 5 volte il tempo di recupero usuale per i muscoli, seppure non vi bruci niente a fine allenamento la vostra performance rispecchierà la stanchezza. 
immaginatelo come stare 3 giorni senza dormire....anche se non avete fatto alcuna attività fisica e siete stati a letto sentirete comunque sonno e vi sentirete stanchissimi, quindi mi raccomando, la pliometria tosta va SEMPRE programmata come si deve, garantendo un MINIMO di 48 ore di tempo di recupero"
Di conseguenza, quello che io mi chiedo è: perchè molti allenatori fanno fare la pliometria anche in quasi ogni seduta di allenamento in under 14-16 dove la forza è in fase di sviluppo ma non ancora elevata rischiando di danneggiare l'atleta? La mia risposta personale è semplice: perchè molti allenatori confondono la pliometria con lavoro sulla forza esplosiva a carico naturale.

Il mio consiglio finale quindi è, se volete lavorare a lungo ciclo (3-5 stagioni) con dei giovani (dall'under 14 in su) lavorate:

1)sulla forza esplosiva a carico naturale (magari insegnando bene la tecnica di quelli che saranno gli esercizi con i pesi che è molto molto importante per evitare infortuni) esempio fare lo squat con un bastone
2)Lavorate poi sulla resistenza in modo che il vostro atleta non salti solo 3 metri i primi 5 salti e poi 2 metri nei successivi.
3)lavorate poi sulla forza massima con carichi (sempre in linea con quello che sa fare l'atleta) per aumentare la forza massimale
4) Pliometria e ancora resistenza


Questo lavoro si può fare anche nell'arco della stagione intera con atleti già grandi e personalmente posso dire che da molti vantaggi sul salto: fino a raggiungere dai 10 ai 20 centimetri in una sola stagione. Sempre considerato che gli atleti adulti non abbiano già fatto nelle stagioni precedenti tanto lavoro di carico.Comunque è un lavoro completo che secondo me può portare dei buoni frutti.

In conclusione per quanto riguarda la Pliometria ricordatevi sempre di non fare sedute troppo vicine, almeno a 2-3 giorni di distanza e fare esercizi mirati all'obiettivo.
Tutto questo ovviamente, sempre meglio accompagnarlo con un buon lavoro di propriocettività per evitare infortuni durante proprio questi esercizi intensi.


Gabriele Principe

giovedì 24 gennaio 2013

5 Esercizi utili per la reattività in ricezione e difesa

In questo post, vedremo 5 esercizi molto utili sulla reattività applicati al fondamentale della ricezione e della difesa.

Una precisazione però è doverosa, la reattività o capacità di reazione spesso è confusa con la rapidità.
La rapidità è la velocità con cui l'atleta si sposta in pochi metri (circa nei 10 metri) la rapidità consiste nel pieno sviluppo della fase di accelerazione (che solitamente avviene nei primi 4-5 metri) e in prima fase della velocità.

La reazione invece è il momento in cui l'atleta percepisce l'input esterno (esempio vede partire la battuta) ed esegue lo spostamento che poi si può sviluppare in rapidità (se gli spostamenti sono lunghi) o in qualche passo e movimento del resto del corpo.
Ultimo consiglio: quando lavorate su un'abilità motoria o una capacità quale in questo caso la reattività, non badate molto o non correggete molto l'efficacia del gesto tecnico o del fondamentale poichè altrimenti, l'atleta toglie parte dell'attenzione dedicata all'obiettivo dell'esercizio per eseguire anche bene il gesto tecnico.

Passiamo agli esercizi:

1)Gioco dello specchio (categoria dal minivolley a qualsiasi età): Un atleta si mette di fronte all'altro a pochi metri di distanza. Al via dell'allenatore uno dei due atleti si muove con scatti laterali cambiando sempre direzione, obiettivo del compagno è seguirlo in ogni suo spostamento proprio come se fosse il suo specchio.
Esercizio evoluto, per lavorare anche a muro è mettere i due atleti sempre davanti ma con in mezzo la rete e il pallone a chi esegue gli spostamenti.quando vuole, l'atlete con la palla salta e manda la palla tesa di la.Obiettivo del compagno che lavora, seguirlo negli spostamenti e murare.

2)ricezione spalle alla rete: Si divide la squadra in terzetti (se avete 12 atleti fate 4 gruppi: il primo in zona 1,6,5 il secondo dietro fuori dal campo, il terzo a difendere nel campo avversario e il 4° o a muro o a raccogliere i palloni.Ad ogni azione si spostano i gruppi). Il terzetto che sta in zona 1,6,5 sta girato spalle alla rete. L'allenatore quando ha lanciato la palla (possibilmente quando la palla è sul punto più alto della traiettoria) dice "via" gli atleti si girano e cercano di ricevere e costruire l'azione di gioco.
Consiglio: inizialmente partite con il lancio della palla facile dal basso, poi eventualmente passare al lancio a due mani dall'alto.

3)Difesa spalle all'attaccante: a coppie un atleta attacca l'altro sta di spalle.Quando l'attaccante si sta alzando la palla per schiacciare dice "via", il compagno si gira e difende la palla.
Esercizio molto utile  per far tenere le braccia staccate in difesa poichè devono difendere all'ultimo una palla alta, addosso, o anche un pallonetto.
Variante più semplice: l'attaccante lancia la palla a due mani dall'alto o dal basso (va benissimo anche in palleggio) a destra o a sinistra del difensore

4)Difesa in contro-tempo: Si può lavorare singolarmente o a terzetti nelle loro zone di difesa. Nella stessa metà campo si mettono in zona 4-3-2 un attaccante per zona con il pallone in campo.
Dall'altra parte uno o due palleggiatori.
L'allenatore o un altro atleta da la palla (se si vuole in appoggio) al palleggiatore il quale alza in una delle zone d'attacco. i difensori dell'altro campo (che stanno facendo l'esercizio) dovranno spostarsi in difesa come se ci fosse un attaccante pronto a schiacciare la palla alzata.
Appena la palla è stata palleggiata, uno dei tre attaccanti sotto rete batte un colpo sulla palla e attacca.
Compito e lavoro dei difensori è di seguire con i movimenti l'alzata avversaria, tornare subito in posizione e difendere l'attacco di chi sta sotto rete.

5)Ricezione senza vedere la battuta: se si hanno a disposizione dei materassi abbastanza alti si mettono lungo tutta la rete o anche solo in una zona di battuta.I ricettori non vedendo il battitore vedranno la palla dalla rete in poi costringendoli quindi a essere reattivi nella ricezione.
A mio modo di vedere quest'ultimo esercizio è uno dei migliori per migliorare la reazione dei vostri atleti.

Ce ne sarebbero molti altri di esercizi simili o utili per la reattività ma questi mi sono sembrati i più semplici e più efficaci.
Voi avete altri esercizi utili? scriveteli qui in commento o sulla nostra pagina FB: "L'allenatore (del volley) nel pallone".

Gabriele Principe