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venerdì 28 novembre 2014

A tutto scout: quali rilevazioni statistiche e non, utili nella pallavolo

Come promesso, ecco un nuovo articolo: articolo dedicato ad un argomento ancora non trattato nei precedenti post: lo scout e le rilevazioni statistiche.

Prima di cercare di capire scout si / scout no, quali utilizzare ecc.
Andiamo prima a vedere quali sono le 4 macro utilità per cui è utile utilizzare lo scouting nella pallavolo:

1) vedere la prestazione della squadra e dei singoli giocatori in modo più oggettivo (sia durante la partita ma soprattutto dopo)

2) Studiare l'avversario (Prima e durante la gara)

3)Fatto in modo qualitativo: serve per capire su cosa bisogna lavorare meglio in allenamento, o come si sono allenati i giocatori in allenamento

4)Studio-analisi delle caratteristiche del match: per un'analisi di campionato, di una certa squadra ecc.

Classifichiamo le tipologie di scout:
- Temporalità: Prima, durante, Post Partita
- Strumenti utilizzati: Foglio, Foglio + video, Elettronico (Pc, Ipad ecc), Elettroncio + video
- Struttura: a) Efficienza ( #, +, -, !, = )
                 b) Analisi Traiettorie (ricezione, attacchi, battute)
                 c) Qualitativo: (distribuzione palleggio, tipo di errore fatto, tipo di attacco, tocchi del muro ecc)
                 d) Per punti: segnando ogni punto scrivere come si è ottenuto (tipo di errore proprio o avversario) o tipo di punto fatto

Andiamo ora a vedere quali (secondo me) potrebbero essere gli scout più utili per le varie categorie e perchè:

U12, U13, U14 : sono delle categorie dove l'efficienza e la precisione dei fondamentali è troppo ampia (si rischia di segnare sempre solo +, - e errore), la maggior parte dei punti vengono fatti per errori propri, raramente per bravura avversaria.
- Per punti (analisi durante e post): da un chiaro riferimento su cosa si sta sbagliando maggiormente
- Qualitativo (per analisi post partita propria) segnando il tipo di errore commesso Es: ricezione sbagliata: arrivato in ritardo sulla palla, errore nel controllo ecc

U16 e Terza divisione: La tecnica ancora non è al massimo, ed entrambe le categorie spesso subiscono uno sbalzo di punteggio derivato anche dalle condizioni psicologiche degli atleti (fasi di esaltazione o depresione individuale o collettiva)
- Uguale a U14
- Minimo di efficienza propria (per analisi post partita): serve soprattutto per capire come va il fondamentale a livello di reparto: quindi se la rice nel suo complesso non è molto buona ecc.

U18: Il campionato incomincia a essere un po' più maturo a livello tecnico, si incomincia ad applicare schemi di gioco, tattiche di ricezione e difesa e anche a vedere avversari che sanno già attaccare palloni angolati, battute che viaggiano veloci e muri punto più frequenti.
- Efficienza propria (per analisi post partita) soprattutto di squadra ma anche individuale
- Qualitativo proprio (per analisi durante): sapere quante palloni sta toccando il muro (e con l'efficienza vedere quanti punti si stanno facendo), che tipo di punto si è preso in difesa (pallonetto, lungo linea ecc) per modificare in campo anche la tattica durante il match
- Analisi traiettorie [per rotazione e set] (durante): rilevare la ricezione avversaria (per trovare punti deboli), e attacchi avversari per capire dove stanno attaccando principalmente

Divisioni e Serie D:
- Analisi traiettorie avversarie : sapere più o meno dove possono essere più deboli in rice, e se fanno lungo linea, o dove tirano i centrali nelle varie rotazioni
- Efficienza propria (per analisi post partita)
- Qualitativo Proprio e Avversario (durante) capire cosa correggere nella nostra squadra mentre per l'avversario cercare di leggere i punti deboli o le giocate (quindi segnare la distribuzione avversaria, il tipo di attacco su un tipo di alzata, dove cadono più palloni)
- Analisi traiettorie [per rotazione e set] (durante) rilevare la ricezione avversaria (per trovare punti deboli), e attacchi avversari per capire dove stanno attaccando principalmente

Serie C in su:
-Analisi traiettorie e qualitativo semi-completo (Pre partita): cercare degli spunti e istruzioni da dare ai nostri atleti quando dovranno giocare contro (poche informazioni ma certe e utili)
- Efficienza propria e avversaria (durante e post): capire come sta andando la partita per singoli giocatori, e avversari
- Qualitativo completo (Durante)
- Analisi efficienza post partita: attraverso il video, bisogna cercare di capire il tipo di errore se è stato dovuto da un errore del singolo atleta, che tipo di errore e contestualizzarlo

Consigli:
1) E' chiaro che non sempre abbiamo uno staff che ci può aiutare a prendere le statistiche: conviene prendere noi o un dirigente quelle più importanti dandoci delle priorità, e se possibile filmare la partita per analizzarla con calma dopo
2) Non essere pignoli e cercare di analizzare tutto: darsi delle priorità in base alla categoria, e fondamentali
3) Non prendere il dato o lo scout così com'è ma cerca sempre di contestualizzarlo (supporto video), quindi capire il perchè di certe cose
4)Usa lo strumento più adatto all'obiettivo ma anche il più comodo (se sei bravo con il foglio e riesci a lavorare meglio e preciso, vai con il foglio)
5) Lo scout non deve sostituire idee e pensieri dell'allenatore ma aiutarlo nella valutazione
6)Datti dei parametri su cui può oscillare la tua valutazione (esempio tra 50% e 60% ricezione così così, sopra va bene)
7)I tuoi atleti non sono numeri, la pallavolo non è solo scout, ricordalo sempre!

Daniele La Terra (alias Gabriele Principe)



giovedì 6 novembre 2014

Come correggere tecnicamente i nostri atleti in modo accurato ed efficace

Il compito tecnico, in particolare in allenamento dell'allenatore consiste nell'insegnare una tecnica di un fondamentale ma soprattutto di correggerlo.
Direi che a livello di tempo impiegato negli allenamenti: un 15-20% è insegnamento (teorico e pratico), il restante 80% è correzione:
- a voce ("usa bene il piano di rimbalzo" , "alza il gomito in battuta" ecc)
- praticamente con esercizi


Quindi fondamentalmente un buon allenatore Tecnico, deve essere molto bravo a correggere tecnicamente e farlo nel modo più efficace e veloce è sicuramente una sua priorità.
Spesso quello che facciamo noi allenatori è che: se un atleta non riesce in qualche gesto tecnico (analiticamente o in campo), gli diamo qualche correzione a voce e gli facciamo ripetere il fondamentale fin quando non (si spera) lo facciano giusto.

Ora per quanto riguarda questa metodologia potrei essere d'accordo se:
- so che l'atleta sbaglia perchè ha appena imparato il gesto tecnico e quindi deve ripetere, ripetere e ripetere
- non sbaglia solo in un particolare tipo di situazione ma in generale (anche li però qualche domanda di quelle che vedremo sotto me la farei)

Vedremo invece ora come fare a capire quale dettaglio sbaglia il nostro atleta per correggerlo con precisione e far si che risolvendo quel dettaglio, possa migliorare da subito l'efficacia del proprio gesto tecnico.Per ogni fase farò come esempio alla ricezione.

giovedì 2 ottobre 2014

Esercizi per migliorare e allenare la difesa

Argomento fondamentale e molto importante: esercizi per migliorare la difesa.
Diversamente da come l'avevo concepito all'inizio, vorrei parlare e illustrare alcuni esercizi per allenare e migliorare la difesa nel suo complesso e non solo nel gesto tecnico (come il bagher di difesa).

Cosa intendo la "difesa nel suo complesso"? Un buon difensore non è sempre e solo colui che ha una buona padronanza del gesto tecnico, il tipico giocatore che negli esercizi di bagher (a coppie, a muro) è molto bravo ma una volta in campo fa fatica a difendere.
Questo perchè la difesa non è solo l'esecuzione del gesto tecnico.

La difesa ha 3 principali fattori che devono essere tutti allenati:
- Lettura delle traiettoria e dell'attaccante 
- Spostamento, arresto e posizionamento in campo + riflessi nel richiamo del gesto tecnico
- Efficacia del gesto tecnico che non è solo il bagher frontale ma anche palleggio di difesa (che non è un palleggio di ricezione o di alzata), tuffo o rullata, bagher laterale e difesa a un braccio (non bella da vedere e spesso criticata ma su palla praticamente a terra molto utile)

A mio modo di vedere la difesa quindi va allenate in questi 3 aspetti e non solo come "mi metto sulla panchina e tiro cannonate per fargli venire le braccia rosse". Anche, ma non solo quello :-)
Questi 3 fattori sono uno in funzione dell'altro, avere una buona lettura della traiettoria e dell'attaccante permette di anticipare e posizionarsi bene in campo per poi utilizzare al meglio il mio gesto tecnico di difesa.

Quindi partiamo con un esercizio utile per migliorare il primo fattore:

1)Obiettivo: incominciare a guardare cosa fa l'attaccante e non guardare dove è la palla. Si posizionano 3 attaccanti in zona 2-3-4 e il sestetto nell'altro campo, oppure i difensori di seconda linea più 1 muro a 1 o 2 (a seconda degli atleti disponibili).
L'allenatore e 2 atleti (o aiutanti) si mettono a fianco dei 3 schiacciatori. A turno dovranno alzare una palla alta sopra la testa dell'attaccante per farlo attaccare nel campo avversario.
L'atleta che attacca: dovrà attaccare: cercando una direzione di rincorsa e tirando lungo quella direzione (lungo linea, zona 6, diagonale) oppure se siete abituati a fargli fare un'unica rincorsa deve utilizzare bene il braccio. L'attaccante dovrà attaccare nelle varie zone d'attacco ed effettuare anche pallonetti, piazzate piedi a terra, e palleggi. I difensori sapendo già che attacca quell'attaccante, dovranno concentrarsi a guardare inizialmente SOLO ED ESCLUSIVAMENTE IL CORPO E BRACCIO  dell'attaccante per incominciare a muoversi, quando poi l'attaccante colpisce la palla andare a difendere.
Esempio: attacca banda di posto 4: fa una rincorsa dritta verso zona 1 avversario quindi una rincorsa da lungo linea: i difensori incomincia a spostarsi. poi guardano il braccio, non sta caricando ma va già teso verso l'alto: i difensori dovranno prepararsi ad un pallonetto.

2)Progressione dell'esercizio precedente: si mette un palleggiatore e 3 attaccanti. L'esercizio è banalmente  3 attaccanti contro difensori con scelta dell'attaccante da parte del palleggio. In questo caso i difensori devono abituarsi a guardare la palla fino a quando il palleggiatore sta alzando, subito dopo guardare l'attaccante come nel primo esercizio. L'attaccante una volta scelto un tipo di attacco deve eseguire quello li.

3)Bagher di difesa: gli esercizi per allenare il bagher di difesa possono essere a centinaia e spesso i più comuni.Un paio di accorgimenti importanti però sono doverosi. prima di tutto, anche se stiamo allenando, ad esempio a coppie, il bagher di difesa: dopo qualche bagher diciamo agli attaccanti di fare a sorpresa un pallonetto, una schiacciata alta sulla fronte, un palleggio o piazzata. In modo che il difensore non si abitui all'esercizio e debba stare come in partita attento fino all'ultimo al tipo di attacco.
Secondo accorgimento: se  state allenando la difesa generale come gesto tecnico, va bene che indirizziate il bagher dritto al compagno. Ma se state lavorando per ruoli, abituate i vostri difensori a difendere dalle loro zone verso zona 3 o 2/3. Si, si può comunque fare esercizi di difesa dritto per dritto, ma a noi interessa che il libero se posizionato in 5 dia una difesa in diagonale verso destra.

4)Esercizio di difesa ad alta intensità esercizio classico che ovviamente tutti gli atleti odiano: mettendo 3 attaccanti sopra le panchine (tavoli, sedie quel che volete), in zona 2-3-4 gli altri vanno a difendere nelle loro zone di competenza. Quindi a turno difendono palla da 4, da 3 e da 2 molto forte addosso (anche qui ogni tanto sorprendeteli con qualche pallonetto o piazzata). L'obiettivo dell'esercizio è la simulazione dell'attacco forte avversario, quindi è utile e secondo me va fatto.
Ma la cosa più importante e che bisogna curare: è la precisione degli attaccanti. Gli attaccanti devono attaccare addosso o a 1 metro, max un metro e mezzo dal difensore. Se no l'esercizio diventa una perdita di tempo dove ci sono mille palloni in giro e i difensori toccano pochissimi palloni.


Spero di avervi dato qualche consiglio o parere fuori dall'ordinario esercizi che si trovano su internet o sui libri di pallavolo.

Daniele La Terra


giovedì 24 gennaio 2013

5 Esercizi utili per la reattività in ricezione e difesa

In questo post, vedremo 5 esercizi molto utili sulla reattività applicati al fondamentale della ricezione e della difesa.

Una precisazione però è doverosa, la reattività o capacità di reazione spesso è confusa con la rapidità.
La rapidità è la velocità con cui l'atleta si sposta in pochi metri (circa nei 10 metri) la rapidità consiste nel pieno sviluppo della fase di accelerazione (che solitamente avviene nei primi 4-5 metri) e in prima fase della velocità.

La reazione invece è il momento in cui l'atleta percepisce l'input esterno (esempio vede partire la battuta) ed esegue lo spostamento che poi si può sviluppare in rapidità (se gli spostamenti sono lunghi) o in qualche passo e movimento del resto del corpo.
Ultimo consiglio: quando lavorate su un'abilità motoria o una capacità quale in questo caso la reattività, non badate molto o non correggete molto l'efficacia del gesto tecnico o del fondamentale poichè altrimenti, l'atleta toglie parte dell'attenzione dedicata all'obiettivo dell'esercizio per eseguire anche bene il gesto tecnico.

Passiamo agli esercizi:

1)Gioco dello specchio (categoria dal minivolley a qualsiasi età): Un atleta si mette di fronte all'altro a pochi metri di distanza. Al via dell'allenatore uno dei due atleti si muove con scatti laterali cambiando sempre direzione, obiettivo del compagno è seguirlo in ogni suo spostamento proprio come se fosse il suo specchio.
Esercizio evoluto, per lavorare anche a muro è mettere i due atleti sempre davanti ma con in mezzo la rete e il pallone a chi esegue gli spostamenti.quando vuole, l'atlete con la palla salta e manda la palla tesa di la.Obiettivo del compagno che lavora, seguirlo negli spostamenti e murare.

2)ricezione spalle alla rete: Si divide la squadra in terzetti (se avete 12 atleti fate 4 gruppi: il primo in zona 1,6,5 il secondo dietro fuori dal campo, il terzo a difendere nel campo avversario e il 4° o a muro o a raccogliere i palloni.Ad ogni azione si spostano i gruppi). Il terzetto che sta in zona 1,6,5 sta girato spalle alla rete. L'allenatore quando ha lanciato la palla (possibilmente quando la palla è sul punto più alto della traiettoria) dice "via" gli atleti si girano e cercano di ricevere e costruire l'azione di gioco.
Consiglio: inizialmente partite con il lancio della palla facile dal basso, poi eventualmente passare al lancio a due mani dall'alto.

3)Difesa spalle all'attaccante: a coppie un atleta attacca l'altro sta di spalle.Quando l'attaccante si sta alzando la palla per schiacciare dice "via", il compagno si gira e difende la palla.
Esercizio molto utile  per far tenere le braccia staccate in difesa poichè devono difendere all'ultimo una palla alta, addosso, o anche un pallonetto.
Variante più semplice: l'attaccante lancia la palla a due mani dall'alto o dal basso (va benissimo anche in palleggio) a destra o a sinistra del difensore

4)Difesa in contro-tempo: Si può lavorare singolarmente o a terzetti nelle loro zone di difesa. Nella stessa metà campo si mettono in zona 4-3-2 un attaccante per zona con il pallone in campo.
Dall'altra parte uno o due palleggiatori.
L'allenatore o un altro atleta da la palla (se si vuole in appoggio) al palleggiatore il quale alza in una delle zone d'attacco. i difensori dell'altro campo (che stanno facendo l'esercizio) dovranno spostarsi in difesa come se ci fosse un attaccante pronto a schiacciare la palla alzata.
Appena la palla è stata palleggiata, uno dei tre attaccanti sotto rete batte un colpo sulla palla e attacca.
Compito e lavoro dei difensori è di seguire con i movimenti l'alzata avversaria, tornare subito in posizione e difendere l'attacco di chi sta sotto rete.

5)Ricezione senza vedere la battuta: se si hanno a disposizione dei materassi abbastanza alti si mettono lungo tutta la rete o anche solo in una zona di battuta.I ricettori non vedendo il battitore vedranno la palla dalla rete in poi costringendoli quindi a essere reattivi nella ricezione.
A mio modo di vedere quest'ultimo esercizio è uno dei migliori per migliorare la reazione dei vostri atleti.

Ce ne sarebbero molti altri di esercizi simili o utili per la reattività ma questi mi sono sembrati i più semplici e più efficaci.
Voi avete altri esercizi utili? scriveteli qui in commento o sulla nostra pagina FB: "L'allenatore (del volley) nel pallone".

Gabriele Principe

lunedì 29 ottobre 2012

Lettura del palleggiatore da parte del centrale

In questo nuovo articolo, ci occupiamo di insegnare ai nostri centrali come poter leggere il palleggiatore avversario quando si è in posizione di attesa sotto rete.

Dalla 1° divisione fino alle categorie, le giocate del palleggiatore risultano più facili da intuire poichè il tipo di alzata è diversa rispetto ai palleggi dei giocatori di alta serie, in quanto quest'ultimi sono abituati ad alzare in ogni zona utilizzando solo i  polsi.

Andremo quindi a descrivere quali sono gli elementi che il centrale può utilizzare nella sua analisi valutativa per poter "leggere" più velocemente possibile l'alzatore e a volte anche anticiparlo; tutto questo però nelle serie e categorie sopra descritte.

Quando il nostro centrale è sotto rete pronto ad aspettare la ricezione e l'attacco avversario deve eseguire una prima fase di lettura detta: Fase di Analisi.
La fase di analisi si colloca quando il nostro battitore deve ancora battere fino a quando i ricettori avversari non prendono la palla.Una fase di attesa che dura pochi secondi ma molto importante.

Nella fase di Analisi il centrale deve chiedersi:
1) Alzatore è in prima o in seconda linea? quanti attacchi ha ad disposizione? Utilizza la seconda linea in zona 1?Con l'aiuto dell'allenatore, si cerca di studiare nel primo set questi particolare, in modo che il nostro centrale, già a seconda di dove si trova il centrale possa escludere una zona d'attacco e concentrarsi solo sulle altre 2.

2)La palla al centrale avversario la da solo su palla buona e attaccata a rete o anche quando è più staccata? che palla alza al centrale?
Anche questo aiuta molto il nostro giocatore, perchè se il palleggiatore avversario non alza quasi mai la palla al centrale se è brutta, il nostro giocatore vedendo la ricezione brutta avversaria si concentrerà solo sulle bande. (spesso alcuni palleggiatori, per velocizzare il gioco al centro tendono a saltare solo quando danno la palla all'attaccante di zona 3. Anche questa può essere una buona informazione utile da dare ai nostri giocatori)

Se poi sia il punto 1 che il 2 sono corretti. E' molto probabile e facile pensare che: quando l'alzatore è in prima linea e la ricezione è staccata, la palla andrà direttamente allo schiacciatore di zona 4.

3)Il palleggiatore effettua cambi di gioco? per cambio di gioco intendo che è in grado di alzare alla zona più lontana dove si trova; nelle giovanili è difficile, anche se ogni tanto ci provano.
Ma se questa domanda la risposta è no, diventa ancora più semplice per il centrale capire a chi andrà la palla: poichè se la ricezione è verso zona 3-4 la darà in 4 e viceversa in zona 2 la darà solo in 2.

Considerando questi punti e ricevendo queste informazioni, i nostri centrali saranno già orientati sulle probabili scelte del palleggiatore avversario prima ancora che quest'ultimo palleggi.
E' chiaro che durante il gioco i centrali non riescano a cogliere tutte queste informazioni, che invece diventano un compito più semplice per la panchina.

La seconda fase è la vera e propria lettura del palleggiatore, dove il centrale deve guardare in particolar modo braccia e posizione delle mani del regista avversario.
Solitamente a livello giovanile e basse divisioni, i palleggiaotri tendono a piegare le braccia per spingere la palla alle bande, mentre tengono le braccia semi-tese per palleggiare al centro.
Inoltre le mani sono leggermente più avanti quando l'alzatore palleggia in zona 4 (perchè deve spingerla per oltre 4-5 metri) mentre un po' più sulla fronte/nuca (a meno che non voglia spingere molto indietro) se vuole alzare indietro.

E' chiaro che in un'azione di pallavolo, dove si gioca tutto in pochi attimi leggere sempre l'alzata di un palleggiatore è praticamente impossibile, tuttavia le 2 fasi possono aiutare molto i nostri centrali per poter murare bene e in tempo ad ogni zona di prima linea.

Gabriele Principe

sabato 11 febbraio 2012

L'attaccante perfetto



Da questo breve video che uso come introduzione, vorrei parlare dell'"attaccante perfetto".
In piena linea con le idee esposte dal Mitico Julio Velasco, concordo nell'affermare che i migliori attaccanti (l'attaccante perfetto) attaccano bene le palle difficili e non quelle facili.
Perchè se sanno attaccare bene le palle difficili allora quelle buone le schiacciano benissimo.

Quello che tocca noi allenatori quindi è: Insegnare agl'atleti ad attaccare bene qualsiasi palla.
Ora mi chiederai, bè fin qui lo sapevamo tutti, ma come si fa?
Bè c'è da considerare come sempre che la pallavolo è uno sport di situazione e palle alzate interne, esterne, attaccata o staccate, alte o basse, sono solo delle situazioni che l'atleta si trova e dunque il modo migliore per allenarle è allenare la situazione.

se non hai letto il post su come si allena la situazione di gioco, te lo consiglio puoi leggerlo qui:http://www.allenare-pallavolo.blogspot.com/2011/11/allenare-davvero-le-situazioni-di-gioco.html

Parlerò qui, quindi, di come insegnare agli atleti ad attaccare palle difficili a seconda dei vari casi.partiamo subito:

Palla staccata da rete (da non poter effettuare la rincorsa):
In questi casi la cosa migliore da fare è dalla posizione della rincorsa, chiudere subito il passo e piazzare la palla o se si ha una buona elevazione da fermi usare il braccio e il polso per attaccare forte.

Palla attaccata a rete:
E' necessario valutare se si ha un muro alto su cui poter giocare o a livelli inferiori come risolvere la situazione.
In questi casi se è possibile si attacca sulle mani del muro per fare mani fuori, oppure si cerca il pallonetto oppure se si ha comunque il muro davanti un colpo secco con la mano.

Parliamo ora di situazioni più difficili, Palla esterna alla rincora o interna.

Con palla esterna, se l'atleta l'ha già intuita perchè è pure alta, dovra abituarsi ed allargare la rincorsa e curare la diagonale, altrimenti più semplicemente dovrà allargarsi con un passo in diagonale  e piazzare la palla, cercando tutta la diagonale.

Con palla interna invece, per non sprecare l'attacco dobbiamo insegnare ad effettuare una rincorsa tutta in diagonale, quasi orizzontale per poi poter piazzare l'attacco utilizzando il braccio e il polso.

Ora queste sono indicazioni semplici che già si conoscono e si trovano ovunque, però vorrei farvi notare un paio di cose e delle domande che dovete porvi, perchè io stesso mi pongo quando alleno, e aiutano molto nell'autoanalisi.

- Quante alzate perfette, su ricezione o difesa buona, alzano i vostri palleggiatori in media in una partita? in partita non in allenamento.

- Su ricezione o difesa sbagliata, quante palle riescono ad aggiustare alzandole correttamente?

- e infine quanto tempo dedicate al lavoro delle situazioni sopra indicate, quindi all'attacco di palle sbagliate?

E' chiaro che quanto maggiori sono le volte che la palla non sia buona, quanto più sarà necessario lavorarci su.
Si sa, spesso i palleggiatori fanno la differenza, ma avere attaccanti che aiutano i palleggiatori è meglio :-)

Gabriele Principe

sabato 4 febbraio 2012

L'insegnamento del passo incrociato a muro con AIR

In scia del precedente post, vediamo come si può insegnare per i centrali il passo incrociato per andare a murare a 2 a banda.

Spesso quello che gli atleti ci dicono dopo che hanno imparato i passi, è che "se pensano ai passi e ad avvicinarsi al compagno e saltare non riesco a prendere il tempo sull'attacco avversario" e io aggiungerei anche "Giustamente".

Anche perchè quando si è abituati a fare muro a uno, quasi da fermo, si ha acquisito un certo tempo nei confronti dell'attaccante e dell'alzata, ma partendo dal centro e dovendo fare più passi la cosa diventa assai difficile.

Quindi vediamo come possiamo utilizzare la Metodologia di Apprendimento Inverso Rapido, se non sai cosa sia ti consiglio di leggere questo post: http://www.allenare-pallavolo.blogspot.com/2012/02/il-segreto-del-apprendimento-inverso.html

Partiamo dalle competenze che l'atleta già ha acquisito e sa fare.nel nostro caso, se stiamo insegnando il muro a 2 si presuppone che sappiano fare il muro a 1, e partiremo proprio da questo.

1)Incominciamo a far saltare due atleti, attaccati spalla a spalla tra loro e saltare su attacchi a banda, da fermi.
I primi benefici, è che la memoria muscolare dell'atleta e il cervello incomincerà ad elaborare nell'atleta che raddoppia il muro, la posizione che deve tenere a fianco del atleta esterno (detto: "cursore" perchè è lui che decide dove andare a murare) e quindi capirà fin da subito che diversamente dal solito deve murare la diagonale e non davanti all'avversario e incomincerà a prendere i tempi sull'attacco avversario.

2)Successivamente facciamo partire il centrale, con spalle parallele alla rete, e piede della direzione di dove si sta andando a murare indietro (se si mura in zona 2 sarà quello destro se in 4 il passo sinistro) dove l'atleta dovrà solo compiere il passo di chiusura stando vicino al compagno e saltare.
Da questo esercizio l'atleta incomincerà a correggere la posizione dei piedi e del corpo in arrivo (evitando di vedere quindi centrali che hanno i piedi storti o il corpo storto a muro)

3)A distanza 1-2 metri dal compagno a banda, in equilibrio su un piede (il passo di apertura del muro)si farà fare un salto in lungo a raggiungere il compagno vicino (spalla-spalla)  con girata del corpo (già acquisita dal punto 2) e muro.
Concentrarsi molto su questa fase perchè è quella dove il centrale deve incominciare a prendere il tempo sulla palla, ma soprattutto raggiungere la giusta distanza dal cursore.per questo consiglio di:
- far distanziare il cursore un po' più vicini al centro, un po' più lontani e in posizione in modo che il centrale possa capire che si deve adattare a seconda di dove è la banda che mura.
- fare molti murate a 2 di attacchi perchè da qui il centrale deve imparare a prendere il tempo
- assicurarsi che il centro si avvicini il più possibile alla banda e salti dritto

4)da posizione a muro al centro eseguire i passi imparati negli altri punti con una grande apertura della gamba esterna, in modo da raggiungere più facilmente la banda

5)allenare molto la visione della palla dall'uscita delle mani del palleggiatore, grazie ai punti fatti in precedenza, l'atleta non dovrà più pensare (anche se all'inizio tenderà a farlo comunque per insicurezza) ai passi, ma dovrà di più guardare la palla e concentrarsi a unirsi al cursore.

Gabriele Principe

giovedì 22 dicembre 2011

Lettura dell'attaccante per migliorare la difesa individuale

A prescindere da moduli, schemi, muro e abilità avversaria ci sono dei fattori che il difensore può leggere in un'azione d'attacco avversario per anticipare e migliorare la propria difesa individuale.Scriverò di seguito quali sono questi elementi di lettura che servono al difensore di seconda linea durante la propria fase di difesa.

Ovviamente questi elementi il più delle volte non sono tutti leggibili, sia per la complessità e varietà dei colpi d'attacco e delle situazioni di gioco am soprattutto perchè la palla passa dall'alzatore all'attaccante e dall'attaccante al campo avversario in circa un secondo.
Tuttavia, questi elementi sono un chiaro punto di riferimento per il difensore e spesso aiutano davvero, soprattutto con un'esperienza di gioco, nella difesa.

La difesa del nostro atleta non parte dalla visione della palla quando è stata schiacciata, ma molto prima.Infatti il "bravo" difensore non guarda la palla quando è stata alzata ma l'attacante.
Infatti dopo aver visto l'alzata del palleggiatore ed essersi orientato con le spalle verso la zona d'attacco, il difensore prima di tutto guarda la rincorsa dell'attaccante:
- Rincorsa non dritta dall'esterno all'interno avrà con molte probabilità una direzione d'attacco sulla diagonale e dritta la traiettoria del braccio (salvo utilizzo del braccio e del polso)
- Una rincorsa dritta lungo i 3 metri avrà ottime probabilità (salvo utilizzo del polso) di essere indirizzata sul lungo linea
- Mentre se si è in presenza di una palla staccata e la rincorsa viene fatta da un'unico passo o con non un salto massimale quasi sicuramente sarà una piazzata

Successivamente alla rincorsa il difensore dovrà guardare il braccio, infatti questo confermerà l'ipotesi prevista dalla rincorsa o la smentirà.A livello giovanile specialmente sotto l'Under 18 è difficile trovare giocatori che hanno un gran uso del braccio tale per cui riescono a tirare forte nella direzione opposta alla rincorsa.
Comunque sarà premura del difensore osservare anche il movimento del braccio che attacca in modo da prendere le dovute precauzioni, per quanto riguarda il movimento del braccio oltre che la direzione sarà ben più importante capire il movimento vero e proprio poichè:
- se l'attaccante distende anticipatamente il braccio sarà sicuramente un pallonetto
- se tarda o piega un po' il braccio utilizzerà una piazzata
- se invece effettua il caricamento e attacca a braccio disteso sul punto alto della traiettoria del pallone allora sarà un attacco.

Infine dopo aver osservato ciò si guarda la direzione effettiva della palla ed eventualmente l'uso del polso e si interviene in difesa.
Nella pallavolo giocata il difensore riesce effettivamente a notare tutte queste cose in così poco tempo?Di sicuro inizilamente no, ma successivamente con l'esperienza di gioco e l'allenamento sia della difesa generale che nell'osservare gli attaccanti potrà utilizzare questi elementi di lettura a sua favore ed essere decisamente più efficace nella difesa.

Articolo scritto da Daniele La Terra 

sabato 12 novembre 2011

Lo studio dell'avversario in partita: come contribuire personalmente ad una vittoria della propria squadra

Nelle fasi iniziali di un campionato, specialmente nelle categorie Under 16, 18 e divisioni (dove vi è una diversa condizione di gioco e tecnica globale molto differenziata da squadra a squadra) , è difficile avere informazioni utili sulla squadra da incontrare; sia perchè non si è mai incontrata, sia perchè difficilmente si può assistere a match precedenti della squadra avversaria.

Tuttavia, l'allenatore nel riscaldamento e soprattutto nelle fasi iniziali della partita può ricavare informazioni utili da utilizzare personalmente ma il più delle volte da comunicare ai giocatori.Se poi si è affiancati da un buon scout-man allora si potrà gestire sicuramente meglio la partita e dare un contributo più che notevole per il risultato della partita.

Ma se per il discorso scout pallavolistico, vi è un discorso a parte che effettuerò in futuro, oggi scriverò di quali sono le fonti informative  e quali informazioni fondamentali si possono ricavare e soprattutto come ricavarle.
Dividerò lo studio in 3 fasi:
- Riscaldamento
- Prima del fischio di inizio
- Primi punti del set (dopo almeno una decina di punti)

sabato 15 ottobre 2011

Under 18: L'allenamento adatto per far crescere la squadra sotto ogni profilo

Scusate per il ritardo che ormai è diventato immenso, ma tra lavoro e allenare le ragazze mi è stato proprio difficile dedicarmi al blog e alla fan page di facebook: L'allenatore (del volley) nel pallone.
Torniamo però subito a parlare, di pallavolo ovviamente e in particolare di Under 18 femminile.

Come forse avete letto dal titolo oggi elencherò delle modalità di allenamento che permettono a chi allena questa categoria di poter sviluppare nell'arco dei 3 allenamenti (perchè 3 sono necessari in questa categoria) tutte le tematiche della squadra anche in fase di campionato quindi: dalla preparazione fisica, alla ripetizione e sviluppo tecnico, dal gioco e tattica in campo all'allenamento delle situazioni di gioco.

Prima di tutto però, credo sia doveroso fare una piccola analisi di quella che è l'evoluzione del gioco nella categoria Under 18.
Di fatti in tutti le categorie pallavolistiche si sta andando sempre di più verso una specializzazione del ruolo (anche prematuramente per il mio parere) e ad una velocità di gioco molto elevata.
Infatti se prima si vedeva ancora in un Under 18 provinciale palle al centro "mezze" e non veloci e palle a banda alte, e un libero un po' inesperto ora ci troviamo ad affrontare squadra (di alta categoria ma sempre a livello provinciale) con palle veloci al centro, palle spinte in banda e liberi allenati nel loro ruolo già dall'Under 14.

Ma quindi è essenziale che anche nella nostra squadra si velocizzi l'apprendimento pur non avendo atlete dalle adeguate competenze tecniche?
La mia risposta è: nient'affatto.
Ricordate che un buon allenatore è colui il quale è in grado dalla squadra di adattare un modulo e un gioco adatto e non viceversa.

Però bisogna anche dire che si dovrà cambiare il proprio metodo di allenamento se si è di quelli che pensa che più o meno ogni allenamento è fatto da: mezz'ora di ficiso, mezz'ora di riscaldamento con i palloni, mezz'ora di fondamentale (tipo ricezione) e mezz'ora di partitella.
Ovviamente parlo a parer mio e per mia esperienza.
Dunque su cosa dobbiamo lavorare per avere come obiettivo: "Un ottimo gioco della squadra senza tralasciare allenamenti tecnici e dei fondamentali"?

Bè innanzi tutto dobbiamo distinguere un paio di campi dove ci concederemo nei nostri allenamenti e questi che sto per elencare sono quelli che servono a tutti:

giovedì 19 maggio 2011

Esercizi vari... (parte 2)


Esercizi per la ricezione:
Analisi della traiettoria: battitori in zona 1 lancio della palla a due mani o se sono precisi in battuta verso zona 5, chi sta in zona 5 parte da fondo campo e deve farsi passare in mezzo alle gambe la palla.Poi si gira
- Identico esercizio a prima  ma chi sta in zona 5 parte dai 3 metri e deve far passare la palla in mezzo alle gambe arretrando (i lanciatori dovranno ovviamente lanciare una palla meno lungo e un pò più alta, ma non troppo, se no il rimbalzo ha effetti indesiderari :-) )
- 1 battitore in zona 1 batte 2 palloni uno in seguito all'altro, chi sta in zona 5 li riceve entrambi e chi sta in zona 3 li raccoglie e si gira
- Gara classica Battitori contri ricevitori dove i Battitori fanno punto se fanno Ace o gli avversari sbagliano la ricezione, I ricettori fanno punto solo se l'alzatore riesce ad alzare un pallone buono nelle zone di attacco.
- Sfida dei Tridenti: 4 squadre da 3 oppure 3 squadre da 3:  1 di una squadra batte, l'altra squadra ricevee gioca fin quando la palla non cade e guadagna il punto chi vince lo scambio. Successivamente la squadra che prima aveva battuto rimane in ricezione, la squadra che ha ricevuto cambia campo e si mette dietro alla squadra che sta giocando per entrare nel prossimo punto.
- Ricezione nelle zone di conflitto: si sistemano 3 ricettori nelle zone di conflitto precisamente in: 1-6 e 2 in mezzo tra 6 e 1.Si batte solo li in mezzo. Altra zona di conflitto: 5-6 e 4 in mezzo tra 5 e 6. Infine zona 4 e 2 e 6 con palla lanciata in mezzo ai 3 giocatori.
- ricezione sotto pressione: 3 ricettori gli altri a battere: la ricezione è buona solo se arriva in zona 2-3 entro un'area delimitata.le ricezioni devono essere 3 buone di fila, se non sono di fila si riparte da 0 fin quando non ne fanno 3 giuste di seguito. fatte 3 ricezioni giuste di seguito si cambia di posizione di ricezione, fatta una rotazione completa si cambiano i ricettori.

mercoledì 18 maggio 2011

Alcuni esercizi vari... (parte 1)

Oggi proporrò alcuni esercizi su tutti i fondamentali che possono essere di aiuto per l'insegnamento e lo sviluppo di un fondamentale.
Sono esercizi che potete trovare tranquillamente anche sul web, mentre qualcun altro l'ho pensato io.
Diciamo che ho fatto un mix, una raccolta, di vari esercizi per lo sviluppo dei fondamentali.

I fondamentali che andremo a vedere saranno: Attacco, Ricezione, Riscaldamento del bagher, Rullata, Difesa e Muro.
Partiamo con esercizi di riscaldamento del bagher e rullata.

Esercizi di riscaldamento bagher:
- Bagher in ginocchio sopra la testa o contro il muro
- Alternare bagher sopra la testa e bagher contro il muro
- Partire in ginocchio e fare tanti bagher di controllo, nel frattempo bisogna alzarsi e rimettersi in ginocchio, se si è bravi anche mettersi a gambe incrociate e rialzarsi
- A coppie, uno lancia la palla per terra, il compagno dopo il rimbalzo vede la traiettoria e con un bagher la manda al compagno.

lunedì 24 gennaio 2011

I 7 trucchi per migliorare la ricezione (parte 2)

Seconda parte del post: 7 trucchi per migliorare la ricezione.
Abbiamo visto nel precedente post i 2 trucchi per migliorare già dall'inizio, a partitre dall'apprendimento, la nostra ricezione.
Ora continuiamo con gli altri "trucchi" che miglioreranno sempre di più la ricezione, partendo però dal fatto che si sia già lavorato sui primi 2.
Un'ultima nota poi continuo con i punti dell'argomento.
questi trucchi che qui sto elencando sono un po' il "lavoro sporco" dell'efficineza in termini di risultati concreti.Cioè:

Allenando in questi punti la vostra ricezione, non potrete prendere che già da settimana prossima i vostri atleti andranno a vincere con una ricezione positiva del 80-90%.
Sono obiettivi a lungo termine, dove i primi risultati si vedono anche dopo un paio di mesi.E' un lavoro però essenziale se si vuole costruire degli atleti con un'ottima ricezione e avere soddisfazioni anche  a livello di vittorie in futuro.


3)Valutazione della traiettoria: specialmente a livello giovanile, molti atleti non riescono a valutare la traiettoria della battuta, spesso si spostano avanti prima ancora che la palla sia arrivata oltre la rete e la palla poi va indietro.Oppure la palla è corta e loro si muovono troppo tardi nel prenderla.
La valutazione della traiettoria è importantissima, bisogna allenare gli atleti a valutare tutti i tipi di traiettoria: alta e corta, alta e lunga a parabola, tesa e corta, tesa e lunga ecc.
Inoltre fargli esercizi che permettano di verificare se l'atleta è in grado di valutare la palla in arrivo: per esempio un compagno dall'altra parte del campo lancia a due mani il pallone e l'atleta quasi da fondo campo deve farla passare in mezzo alle gambe.

4)Spostamenti con visione della palla: nella ricezione il contatto visivo è fondamentale, una volta appresa la tecnica l'atleta deve essere in grado di concentrarsi solo sulla palla e sulle traiettorie di partenza e di arrivo.
Per questo è utile, premesso che si sia lavorato sugli spostamenti (punto 2) di lavorare sugli spostamenti ma con la palla, cercando l'efficienza dell'esercizio.
perchè poi ci si trova atleti che si muovono perfettamente senza palla e appena hanno la palla disastro più totale.

I 7 trucchi per migliorare la ricezione (parte 1)

Ciao a tutti, come sempre vorrei scusarmi per la poca presenza nel blog, solitamente posto almeno un articolo ogni 4 giorni circa, ed è quasi una settimana che non scrivo :(.
quindi per farmi perdonare oggi scriverò due post, che credo potranno essere utili a molti di voi, sempre che voi non le sappiate già. :)

In questo post vorrei parlare della ricezione, a mio parere il fondamentale più importante di tutti, poichè dalla ricezione parte il gioco, senza di questo è impossibile creare gioco nella propria squadra e e di conseguenza vincere.
Come diceva un mio ex allenatore: "Una squadra può non essere in grado di attaccare ma se sa ricevere e difendere benissimo, tirerà sempre su il pallone, portando in errore l'avversario prima o poi.".

Una teoria che io condivido a pieno.
Quando però alleniamo la ricezione, spesso e volentieri, mettiamo li i nostri 3 bei ricettori, facciamo battere gli altri compagni e pensiamo così di migliorarla.
Su questo invece condivido a metà, cioè è sicuramente un esercizio molto utile, in quanto è risaputo che la ripetizione migliora il fondamentale; ma tutto questo è utile se la nostra ricezione è già formata, se ha già quelle competenze che gli permettono di migliorare solo con la ripetizione.


domenica 16 gennaio 2011

Training generale femminile

Ciao a tutti lettori, prima di tutto vorrei ringraziarvi perchè ormai dalle statistiche vedo che siete sempre più numerosi e questo mi fa molto piacere, perchè significa che qualcuno apprezza ciò che scrivo e faccio.
Oggi vorrei proporre un  programma fitness molto utile per i pallavolisti che si struttura in 3 sessioni.

Queste 3 sessioni possono essere svolte in 3 allenamenti alla settimana se si è a fine anno o in preparazione fisica oppure una volta a settimana se si è nel periodo agonistico ma che da risultati minori.
Quali funzione svolge questo programma?
Principalmente 3 funzioni, tutte e 3 molto importanti e utili nella pallavolo:
- Sviluppa forza/tono muscolare
-Brucia i grassi/sviluppa capacità aerobica
-Aumenta la flessibilità

Con questo programma i tre obiettivi sopra citati sono definiti in ugual misura, quindi se ritenete opportuno nella vostra squadra fare un lavoro di questo genere: aerobico, forza e elasticità, allora questo programma potrebbe fare al caso vostro.

Vorrei aggiungere infine che questo programma è molto utile anche a coloro che non fanno pallavolo ma voglio avere un buon peso forma e muscoli più tonici, ovviamente i carichi di lavoro dovranno essere dosati, in base alla preparazione dell'atleta e obiettivi.


giovedì 18 novembre 2010

Obiettivi tecnici per categoria: Under 18

Ciao a tutti i lettori, che stanno diventanto sempre più numerosi e leggono il blog sempre più spesso, volevo dirvi che oltre che a leggere, siete liberissimi di commentare e dire la vostra, mi farebbe piacere avere commenti e pareri esterni, anche per migliorare questo blog.

Parlando dell'argomento di oggi, vorrei sottolineare che il post che riguarderà la categoria U18 descriverà gli obiettivi tecnici di questa categoria in modo standard.
Per standard, intendo che scriverò ciò che normalmente si deve allenare e curare in una normale Under 18.Perchè ci sono alcune squadre che con l'Under 18 fanno Serie C e D e ovviamente hanno esigenze e bisogni differenti, avranno maggiori numero di allenanebti ecc.
Quindi quello che sto per scrivere si baserà su una tipica e base U18 che ha come tempi di allenamento dalle 6 alle 8-10 ore.

Obiettivo base di questa categoria è la specializzazione massima dei ruoli anche con un alto lavoro tecnico individuale.