lunedì 24 gennaio 2011

La gestione del Time-out

una delle armi a disposizione di un allenatore in partita, una delle armi migliori non che una delle poche: è sicuramente il Time Out.
Nel Time-Out avete 30 secondi per cambiare il volto della partita, solo 2 per set.
Gestire 30 secondi non è affatto facile, a volte è troppo poco, a volte è tanto perchè non si deve dire molto.
Ma quindi come gestire al meglio il time-out?




Solitamente non ci sono regole che stabiliscono quando chiamarlo, ogni allenatore ha la sua strategia e sa cosa deve dire ai propri atleti, ma quello che diciamo è realmente efficace? l'abbiamo chiamato nel momento giusto, oppure dovevamo chiamarlo prima?
Bè delineamo qualche regola base che può servirci in futuro.



Quando chiamare il time-out:
-Se uno o più giocatori stanno compiendo continui errori
- Se la squadra è nervosa o il giocatore è "fuori partita"
-Si stanno prendendo troppi errori consecutivi, soprattutto in battuta per far sbagliare l'avversario nella sua prossima esecuzione
- Per cambiare strategia
-Se i nostri punti di forza non sono strutturati e si è troppo colpiti nei punti deboli
- Per far riposare gli atleti
-Per incoragiare la squadra o un esordiente

Quando chiamamiamo il time-out cosa evitare:
- Dare troppe informazioni tutte assieme e velocemente: Poche ma buone.
- Demotivare maggiormente la squadra
- Dare indicazioni di correzione tecnica: anche se diciamo come fare un fondamentale al meglio, nel momento in cui gioca difficilmente sarà in grado di correggersi perchè penserà al gioco e alla palla.
- Non sapere cosa dire
- di perdere tempo in parole inutili, ogni parola e frase deve essere calibrata alla situazione.


Cosa invece è utile e molto efficiente:
- Dare indicazioni tattiche sui punti deboli (esempio dove effettuare il pallonetto, il tipo di difesa avversaria), perchè gli atleti mentre giocano se non sono esperti o particolarmente svegli difficilmente torveranno queste soluzioni da soli.
- Togliere il nervosismo in campo come lo potete leggere nel post: http://allenare-pallavolo.blogspot.com/2010/12/cosa-fare-per-il-nervosismo-in-parttia.html
- Aiutare il palleggiatore nelle sue scelte tattiche
- Indicare punti deboli e indicazioni nella battuta e nell'attacco.
- Utilizzare un rinforzo generale per il gruppo
- Ascoltare gli atleti: molti pensano che il time-out sia solo parlare velocemente, ma se gli allenatori prima di tutto ascoltasserò sarebbero in grado di individuare prima il problema per risolvere la situazione.

Buon coaching a tutti

Gabriele Principe

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